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| Arpa | Cembalo | Musica da Piano | Flauto |
| Oboe | Chitarra | Cello | Violino |
| Liuto | Musica da Organo |
| Violino | ||
| Flauto | ||
| Haendel |
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http://www.stradivarius.it/scheda Autore: HAENDEL Georg Friederich Interpreti: RETABLO BAROCCO (ensemble) INVERNIZZI ROBERTA (soprano) Titolo: Trio sonata op 2 n.1 HWV 386a in si (1718) Titolo: Cantata HWV 141 Non sospirar non piangere Titolo: Sonata per flauto e bc HWV 375 in mi Titolo: Cantata HWV 145 Lucrezia Titolo: Sonata per violino e bc HWV 361 op 1 n.3 in LA Titolo: Cantata HWV 117 Non puo' mia musa Titolo: Concerto a quattro in re Anno di Registrazione: 1997 Data di pubblicazione: 31-03-2006 Numero di catalogo: STR 11002 Etichetta: STRADIVARIUS - Italia Prezzo: 7.36 € Supporto: CD Pezzi contenuti nella confezione: 1 Disponibilità: in magazzino |
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Haendel Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Georg_Friedrich_H%C3%A4ndel&action=history Georg Friedrich HändelDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
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Georg Friedrich Händel Georg Friedrich Händel (Halle sul Saale, 23 febbraio 1685 – Londra, 14 aprile 1759) è stato un compositore tedesco naturalizzato inglese nel 1727, considerato uno dei più grandi musicisti del Barocco. Influenzato dai grandi compositori d'età barocca, in particolare da quelli della scuola italiana e dall'inglese Henry Purcell, i suoi lavori ebbero un influsso decisivo su tutti i contemporanei e fra i compositori delle generazioni successive, primi fra tutti i maestri del Classicismo viennese, Haydn, Mozart e Beethoven La tendenza prevalente in Italia oggi è quella di scrivere e pronunciare il suo nome alla tedesca (Georg Friedrich Händel), sebbene il compositore negli ultimi quaranta anni della sua vita si sia sempre firmato secondo l'uso della lingua inglese George Frideric Handel. Durante il suo soggiorno italiano veniva chiamato invece Hendel.
Biografia [modifica]Il compositore nacque nella città di Halle, nella regione tedesca della Sassonia, da una famiglia borghese (il padre era un barbiere-cerusico, ed era in seconde nozze) e trascorse gran parte della vita all'estero, frequentando numerose corti europee. Morì a Londra all'età di settantaquattro anni. Prime esperienze in Germania [modifica]Il piccolo Georg Friedrich mostrò da subito una fortissima passione per la musica, trovando però un serio ostacolo nel padre, che voleva farne un uomo di legge. Da qui la leggenda romantica secondo cui, appena dodicenne, Händel fosse solito esercitarsi nottetempo su un cembalo nascosto nel granaio di casa. Per accontentare il genitore, egli si iscrisse comunque alla facoltà di legge dell'Università di Halle, ma la abbandonò ben presto, essendo in lui troppo forte l'attrazione per la musica. Cominciò dunque a viaggiare, ed arrivò ad Amburgo, unica città tedesca che, all'epoca, potesse vantare un teatro dell'opera indipendente da corti o signorotti. Qui il giovane Händel scrisse le prime opere (non pervenuteci) e fece amicizia con il compositore e storico musicale Johann Mattheson che lo iniziò al melodramma, e che gli consigliò probabilmente di recarsi in Italia per affinare la tecnica (ma anche forse per sbarazzarsi del rivale, giacché per via della concorrenza, in seguito ad un malinteso durante un concerto giunsero persino a sfidarsi a duello in piazza). Il Caro sassone ovvero l'esperienza italiana [modifica]Händel visse dal 1706 al 1710 in Italia, dove raffinò la sua tecnica compositiva, adattandola a testi classici italiani; rappresentò opere nei teatri di Firenze, Roma, Napoli e Venezia e conobbe e frequentò musicisti coevi come Scarlatti, Corelli, Marcello. A Roma fu al servizio del cardinale Pietro Ottoboni, mecenate anche di Corelli e Juvarra. Per due anni fu ospite del Principe Francesco Maria Ruspoli, che lo nominò suo Maestro di cappella.[1] Il debutto italiano [modifica]La prima opera italiana di Händel andò in scena, con successo, nel 1707 a Firenze: era quel Rodrigo ovvero Vincer se stesso è la maggior vittoria che è stato recuperato solo in tempi recenti, per la prima rappresentazione in epoca moderna, dall'Accademia Musicale Chigiana di Siena. Gli italiani lo salutarono col grido "Viva il caro Sassone" a Venezia nel 1709 al debutto dell'opera Agrippina, la prima a giungere nella sua integrità ai nostri giorni. Questo appellativo venne in seguito talvolta condiviso con Händel da un altro grande compositore tedesco, Johann Adolph Hasse, che fece dell'Italia la sua patria d'elezione. Musicista "reale" ovvero l'esperienza inglese [modifica]Georg Friedrich Händel nel 1727 Dopo essere stato per breve tempo direttore musicale alla corte di Hannover, nel 1711 si trasferisce a Londra per rappresentarvi il Rinaldo, che riscuote un notevole successo. A Londra Händel decide così di stabilirsi e fondare un teatro reale dell'opera, che sarà conosciuto come Royal Academy of Music. Fra il 1720 e il 1728, scriverà per questo teatro quattordici opere. A Londra, sotto tre sovrani, Händel conoscerà la vera gloria (addirittura, un mecenate gli farà erigere -lui vivente!- un monumento nei Giardini di Vauxhall), divenendo di fatto il musicista della famiglia reale inglese; ma vivrà anche scandali e rivalità dovuti soprattutto a motivi politici: il Re Giorgio I, tedesco, non era ben visto dal partito conservatore inglese, che non potendolo attaccare direttamente, prese come bersaglio "il Caro Sassone" e la sua musica[senza fonte], a loro dire non "in linea" con la moda italiana allora in voga a Londra: ingaggiarono addirittura vari compositori italiani (tra cui Giovanni Bononcini e Nicola Porpora) per contrastare il tedesco, che seppe comunque mantenere alto il proprio prestigio grazie a composizioni memorabili. Una volta decaduta la moda italiana, Händel, col sostegno della famiglia reale, seppe "riciclarsi" percorrendo la "strada" degli oratori, ancor oggi considerati tra i vertici della sua arte (basti ricordarsi del Messiah e del suo celeberrimo "Hallelujah"). Senonché, i ritmi di lavoro autoimpostisi cominciarono a farsi pagar dazio: dapprima venne colto da un colpo apoplettico da cui si riprese subito, ma gli sforzi agli occhi (collegabili anche agli esercizi nel granaio in adolescenza) gli causarono gravi problemi alla vista. Un oculista itinerante ciarlatano, un certo John Taylor (detto Chevalier per distinguersi da altri omonimi, e già responsabile della cecità di Johann Sebastian Bach), si offrì di operare Händel, ma non fece altro che renderlo completamente cieco, a causa dell'uso di strumenti non sterilizzati. Impossibilitato a comporre e con la voglia di vivere venuta conseguentemente meno, fece testamento chiedendo di essere sepolto nell'Abbazia di Westminster con una cerimonia semplice. La sua biografia tratta in buona parte dai racconti del suo assistente John Christopher Smith, fu la prima di un compositore nella storia musicale e venne pubblicata nel 1760 ad un solo anno dalla morte, ad opera di John Mainwaring con il titolo "Memoirs of the Life of the Late George Friderick Handel". Contemporaneo di Bach [modifica]G.F.Händel Contemporaneo di Johann Sebastian Bach e di Domenico Scarlatti, Händel fu - a differenza del tedesco che visse prevalentemente nei piccoli borghi della Turingia, fino a Lipsia - più aperto ad esperienze nei maggiori centri europei e nelle maggiori corti (Roma, Firenze, Napoli, Amburgo etc. per poi approdare definitivamente a Londra e Dublino, con viaggi temporanei successivi) e ricettivo nell'elaborazione di stilemi propri che comunque tennero sempre conto di tutte le caratteristiche peculiari timbriche che la musica del primo Settecento aveva prodotto - il solenne fugato sassone da Buxtehude, la sonata da camera e da chiesa da Corelli, l'aria col da capo da Alessandro Scarlatti, l'ouverture francese da Jean-Baptiste Lully, l'immediata cantabile melodia delle canzoni da Purcell - in un'unica soluzione di sintesi che nella storia della musica ha rari eguali. Catalogo [modifica]
Händel compose almeno quaranta opere per il
teatro -
fra cui molte di
genere serio - diventate famose (e molte delle quali tutt'oggi
rappresentate in tutto il mondo). Scrisse poi molte pagine di musica per orchestra. Tra esse comprendevano inni ed anthem, sorta di inni celebrativi, e sonate sacre, oltre a centodieci cantate, venti concerti e trentanove fra sonate, fughe, suite per cembalo. Tra i suoi lavori più noti ci sono i 6 Concerti Grossi op. 3, i 12 Concerti grossi dell'opera 6, le tre suite della Musica sull'acqua (1717) e la Musica per i Reali Fuochi d'artificio (1749). Le opere liriche [modifica]
Aneddotica [modifica]
Note [modifica]
Voci correlate [modifica]Altri progetti [modifica]
File video [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
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