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Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Pierre_Boulez
Cronologia/Autori:  http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pierre_Boulez&action=history

Pierre Boulez

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Pierre Boulez

Pierre Boulez (pron. IPA: /pjɛʁ.buˈlɛz/; Montbrison, 26 marzo 1925) un direttore d'orchestra, saggista e compositore francese di musica contemporanea.

Indice

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Biografia [modifica]

 

Primi anni [modifica]

Dopo aver iniziato gli studi di Matematica a Lione, li abbandon per intraprendere quelli musicali presso il Conservatorio di Parigi sotto la direzione di Olivier Messiaen e Andre Vaurabourg (moglie di Arthur Honegger). Apprese e approfond la tecnica dodecafonica sotto la guida di Ren Leibowitz e giunse a scrivere musica atonale secondo lo stile seriale post-weberniano.

Boulez fu in un primo momento sostenitore di Leibowitz, ma dopo un litigio tra i due il loro rapporto si incrin, e Boulez si dedic alla diffusione delle opere di Messiaen.

A questo periodo risalgono i suoi primi lavori: le cantate Le Visage Nuptial e Le Soleil des Eaux per voce femminile e orchestra (entrambe composte alla fine degli anni quaranta e rivisti numerose volte) e la seconda sonata per pianoforte (1948). In seguito Boulez fu influenzato dalle ricerche svolte da Messiaen nel tentativo di applicare l'organizzazione seriale non solo all'altezza delle note ma anche ad altri parametri musicali (durate, dinamiche, accenti): questa tecnica prese il nome di serialismo integrale, un esempio pu essere la Sonatine per flauto e pianoforte (1946). Subito Boulez divenne una guida nell'ambiente artistico del dopoguerra, indirizzato verso una maggiore astrazione e sperimentazione. Molti compositori legati al suo pensiero al tempo frequentavano i corsi Internationale Ferienkurse fr Neue Musik tenuti a Darmstadt, in Germania. La cosiddetta Scuola di Darmstadt era impegnata nella creazione di un nuovo linguaggio che fosse il rimedio ai fervori nazionalistici del tempo: internazionale, cosmopolita, che non potesse essere strumentalizzato a fini propagandistici come il regime nazista fece, per esempio, con la musica di Ludwig van Beethoven.[1] Boulez era anche in contatto con molti giovani compositori, che si sarebbero imposti nel panorama artistico, come John Cage.

Nel 1970 il presidente Georges Pompidou chiese a Boulez di creare e dirigere un istituto per l'esplorazione e lo sviluppo della musica moderna: nacque cos l'IRCAM, di cui rimase direttore fino al 1992.

Dal 1976 al 1995 Boulez tenne la cattedra di "Invention, technique et langage en musique" presso il prestigioso Collge de France.

Come direttore d'orchestra egli si prodig per far conoscere alcuni degli autori pi significativi del Novecento, da Debussy a Mahler da Schoenberg a Stravinsky da Bartk a Webern da Varse a Zappa.

Dal 1971 al 1977 fu direttore artistico della New York Philharmonic Orchestra.

Nel 2002 ha ricevuto il prestigioso Glenn Gould Prize per il suo contributo musicale.

Attualmente il Direttore ospite principale della Chicago Symphony Orchestra.

 

Il linguaggio musicale [modifica]

Egli continu a comporre secondo uno stile seriale post-weberniano, rivelando nel contempo l'ampio influsso del maestro.

Con il provocatorio slogan "Schoenberg est mort!" assieme al tedesco Karlheinz Stockhausen e al belga Henri Pousseur oper il radicale tentativo di serializzare ogni fattore costitutivo della composizione, non solo le altezze, ma anche durate, dinamiche, timbri, modi di attacco ecc. portando alle estreme conseguenze il puntillismo di Anton Webern.

Nel corso degli anni '60 ricopr un importantissimo ruolo nel ripensamento del linguaggio dell'arte, in parte recedendo dal rigorismo giovanile e in parte mantenendo la nitidezza formale tipicamente francese, in direzione di un'astrazione e sperimentazione sempre maggiori.

Conoscendo la musica di John Cage, Boulez si orienta verso l'alea.

Nel corso degli ultimi vent'anni le sue composizioni hanno progressivamente contemperato la sua propensione all'analisi estrema con la riconosciuta estraneit alle correnti neo-dada e la riscoperta ammirazione per la purezza formale e la raffinata tavolozza timbrica di Claude Debussy.

Come compositore Boulez torna spesso a revisionare i propri lavori, che restano in molti casi delle "opere aperte", sia per un maniacale perfezionismo, sia in quanto il legame tra composizione e tecnologie elettroniche in rapidissima evoluzione rendono le opere stesse periodicamente aggiornabili. Per esempio, l'ultima delle sue tre sonate per pianoforte in costante revisione sin dalla sua prima esecuzione nel 1957, e solo due dei suoi cinque movimenti sono stati pubblicati, cos come il suo brano per flauto e nastro magnetico ...explosante-fixe... fu scritto nel 1970 e completamente rivisto alla luce della sfruttabilit del live electronics negli anni '90.

 

Opere [modifica]

Il suo catalogo include sia opere vocali che strumentali. Seguendo la strada di Edgar Varse e Pierre Schaeffer fu pioniere nell'esplorazione della musica elettronica.

 

Musica [modifica]

La seguente lista una selezione molto scarna e rappresentativa

  • Sonatina per flauto e pianoforte (1946)
  • Sonata n. 1 per pianoforte (1946)
  • Sonata n. 2 per pianoforte (1947-48)
  • Douze notations per pianoforte(1948)
  • Polyphonie X per diciotto solisti (1951)
  • Structures per due pianoforti (1957)
  • Le marteau sans matre per contralto, flauto in sol, chitarra, vibrafono, xylorimba, percussioni e viola (1953-55)
  • Sonata n. 3 per pianoforte (1957)
  • Pli selon pli per soprano e orchestra (1957-1962)
  • Domaines per clarinetto solo (1968-69)
  • Cummings ist der Dichter pr coro e ensemble da camera (1970)
  • Rituel: In memoriam Bruno Maderna per orchestra (1974-75)
  • Notations (versione per pianoforte del 1945, per orchestra del 1978)
  • Rpons per due pianoforti, arpa, vibrafono, glockenspiel, cimbalom, Orchestra e nastro magnetico (1980-84)
  • Le visage nuptial per soprano, contralto, coro femminile, e orchestra (1958-59)
  • explosant-fixe per ensemble da camera e nastro magnetico (prima versione del 1972-74, seconda del 1992-1993)

 

Saggistica [modifica]

Molti dei suoi numerosi saggi e articoli critici pubblicati in varie sedi sono stati tradotti e raccolti nel volume

Saggi tradotti successivamente:

  • Pierre Boulez, Per volont e per caso, Torino, Einaudi, 1977
  • Pierre Boulez, Pensare la musica oggi, Torino, Einaudi, 1979
  • Pierre Boulez, Forma in Punti di riferimento, Torino, Einaudi, 1984

 

Note [modifica]

  1. ^ Grove Dictionary of Music and Musicians online, voce Beethoven, Ludwig van, 19: Posthumous influence and reception (iii) Political reception, Scott G. Burnham, consultato 10 02 2007

 

Collegamenti esterni [modifica]

In ordine di lingua