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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Niccol%C3%B2_Castiglioni Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Niccol%C3%B2_Castiglioni&action=history Niccolò CastiglioniDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.Niccolò Castiglioni (Milano, 17 luglio 1932 – Milano, 7 settembre 1996) è stato un compositore e pianista italiano.
Biografia [modifica]Iniziò lo studio del pianoforte in giovane età, in seguito si iscrisse al conservatorio di Milano, dove ebbe come docenti di composizione Giorgio Federico Ghedini e Franco Margola. In seguito si perfezionò al Mozarteum di Salisburgo in pianoforte con Carlo Zecchi ed in composizione con Boris Blacher. Come pianista svolse una breve carriera concertistica
negli
anni Cinquanta, per poi dedicarsi in seguito in modo esclusivo alla
composizione ed al suo insegnamento. Nel 1966 si trasferì negli Stati Uniti, dove fino al 1970 insegnò contrappunto e composizione presso la State University of New York ed alla Rockefeller Foundation di Buffalo, e fu inoltre "visiting professor" presso la University of Michigan a Ann Arbor (1967), "regent lecturer" in composizione alla University of California, San Diego (1968), e professore di storia della musica rinascimentale presso la University of Washington a Seattle (1969-1970). Dopo il ritorno in Italia nel 1970, riprese l'insegnamento della composizione presso i conservatori di Trento (1976–1977), Milano (1977–1989), Como (1989–1991) e ancora Milano (1991–1996); morì prematuramente nella sua città natale, il 7 settembre 1996. Il suo pianoforte è stato donato dalla madre alla Corale San Michele di Bressanone.
La musica [modifica]Dalle posizioni iniziali, orientate verso il
neoclassicismo, Castiglioni attraversò la dodecafonia (e con essa l'espressionismo)
e lo strutturalismo, e fu tra i primi ad uscire dalla prassi rigorosamente
seriale per dirigersi verso sistemi più liberi, arrivando così ad
esprimersi in un suo personale linguaggio musicale, scevro da dogmatismi
(non sono rari nella sua produzione, infatti, i ricorsi al sistema
tonale, né la presenza di elementi decorativi). La sua personale poetica musicale può essere degnamente riassunta da una sua frase, che intitola l'ultimo movimento del suo lavoro orchestrale Inverno in-ver:
Alcune opere significative [modifica]
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