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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Donatoni Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Franco_Donatoni&action=history Franco DonatoniDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.Franco Donatoni (Verona, 9 giugno 1927 – Milano, 17 agosto 2000) è stato un compositore italiano.
Biografia [modifica]
Gli studi [modifica]In età molto giovane (a 7 anni) comincia lo studio del violino, in seguito compie gli studi di composizione al Liceo Musicale di Verona, al Conservatorio "G. Verdi" di Milano e al Conservatorio "G. B. Martini" di Bologna sotto la guida di docenti quali Piero Bottagisio, Ettore Desderi e Lino Liviabella con il quale si diploma in composizione. Si perfeziona successivamente all'Accademia nazionale di Santa Cecilia in Roma con Ildebrando Pizzetti; nel periodo trascorso a Roma ebbe modo di incontrare e frequentare assiduamente Goffredo Petrassi, il quale, pur non essendo stato ufficialmente suo insegnante, fu prodigo di consigli e suggerimenti, aiutandolo così nel suo lavoro di compositore e convincendolo a seguire la sua strada. E fu proprio Petrassi, nella qualità di giurato del concorso di composizione indetto da Radio Lussemburgo nel 1952, a premiare il suo Concertino per archi, ottoni e timpani solisti, importante affermazione che diede il via alla sua carriera internazionale di compositore. A metà degli anni cinquanta, in seguito agli stimoli ed ai consigli ricevuti da Bruno Maderna (da lui incontrato nella natìa Verona, Maderna avrebbe esercitato una notevole influenza sul pensiero e sul lavoro compositivo di Donatoni), ha varie volte frequentato (precisamente nel 1954, 1956, 1958 e 1961) i Ferienkurse di Darmstadt.
L'insegnamento [modifica]Inizia le sue esperienze didattiche come docente fin dal 1953: è stato docente di Composizione presso i conservatori di Bologna, Torino e Milano, mentre in seguito è stato titolare della Cattedra di perfezionamento di composizione presso l'Accademia nazionale di Santa Cecilia a Roma presso l'Accademia Chigiana di Siena e presso l'Accademia Musicale Pescarese Pescara. È stato inoltre docente al DAMS della Facoltà di Lettere dell'Università di Bologna, ed ha tenuto seminari in Europa, America e Australia. In questa sua pluridecennale esperienza pedagogica ha formato numerose generazioni di compositori, tra i quali Sandro Gorli, Pascal Dusapin, Armando Gentilucci,Giuseppe Sinopoli, Magnus Lindberg, Fausto Romitelli, Esa-Pekka Salonen, Luca Mosca, Javier Torres Maldonado, Giorgio Magnanensi, Aurelio Samorì, Claudio Scannavini, Luigi Manfrin, Juan Trigos, Giovanni Verrando, Pierre Kolp, Stefano Bellon, Matteo D'Amico, Piero Niro, Victor Rosgado, Alessandro Solbiati, Roberto Carnevale, Luca Cori, e molti altri.
Premi e riconoscimenti [modifica]Tra i numerosi riconoscimenti che Donatoni ha ricevuto nel corso della sua vita, vanno ricordati il premio SIMC (Società Internazionale per la Musica Contemporanea) attribuito per la composizione Puppenspiel nel 1961, il Premio Marzotto (attribuitogli nel 1966 per il brano "Puppenspiel II"), il Koussevitzky Award (1968, per la composizione Orts), il premio Janni Psacaropulo della critica musicale torinese per il brano Spiri (1979). Inoltre, nel 1985 è stato nominato "Commandeur dans L'Ordre des Arts et des Lettres" dal Ministro della Cultura francese.
L'attività di scrittore [modifica]Attivo anche come scrittore, ha esordito con Questo (Adelphi, 1970), un testo che presenta particolari formali molto singolari in quanto Donatoni applica al materiale verbale gli stessi procedimenti che utilizza nella composizione musicale in quegli anni. Successivamente ha dato alle stampe Antecedente X (1980), sottotitolato "Sulle difficoltà del comporre", nel quale l'autore indaga sulle oscure origini dell'atto compositivo (gli "antecedenti", appunto). Pochi anni dopo è uscito Il sigaro di Armando (1982), raccolta di scritti su vari argomenti (sempre riguardanti la musica, ma non strettamente concentrati sulla composizione), che include anche alcune interviste con lo stesso autore; In-oltre (1988), invece, raccoglie gli scritti di presentazione che via via Donatoni stilò per le prime esecuzioni dei suoi brani.
Gli ultimi anni [modifica]Di salute piuttosto malferma (sin dalla giovinezza soffrì periodicamente di depressioni nervose che lo costrinsero talvolta ad interrompere il suo lavoro per seguire le opportune terapie), gli ultimi anni della vita di Donatoni furono minati dal diabete, malattia di cui soffrì sin dai primi anni ottanta. Nel 1998 venne colpito da un ictus cerebrale, e la sua salute si deteriorò al punto che per i suoi ultimi brani orchestrali (Prom e ESA - In cauda V) dovette farsi aiutare per la stesura pratica delle partiture da alcuni allievi. Un secondo ictus, sopravvenuto nel 2000, lo porterà alla morte, avvenuta il 17 agosto di quello stesso anno. La cerimonia funebre (durante la quale venne eseguito il suo brano Cinis, sorta di requiem laico che l'autore compose nel 1988) si tenne al conservatorio di Milano.
La musica [modifica]
Sguardo generale [modifica]Le sue musiche sono eseguite diffusamente nel mondo
intero, sovente interpretate da grandi solisti, gruppi e direttori (Claudio
Abbado,
Salvatore Accardo, Claudia Antonelli, Irvine Arditti,
Dino Asciolla,
Pierre Boulez, Elisabeth Chojnacka,
Dorothy Dorow, Ensemble 2e2m, Ensemble Intercontemporain, Lothar
Faber,
Severino Gazzelloni, Bruno Giuranna, Les Percussions de Strasbourg,
Nieuw Ensemble,
Bruno Maderna, Alain Meunier,
Esa-Pekka Salonen,
Dora Filippone, e molti altri). Franco Donatoni arrivò alla maturità artistica in epoca relativamente tarda, ovvero attorno ai cinquant'anni, dopo aver percorso un lungo cammino spinto dal desiderio di "guardare avanti", esplorando le varie strade possibili di un tragitto che fece uscire la Nuova Musica dal periodo seriale. Le sue composizioni a partire dai tardi anni settanta riguardano soprattutto la musica da camera (pur non mancando alcune interessanti e riuscite opere orchestrali e teatrali), e vengono universalmente apprezzate per la loro fresca originalità, nonché per la libertà e la brillantezza della loro scrittura.
I periodi [modifica]Nella musica di Donatoni si possono riconoscere vari
differenti periodi: il primo è segnato da un
neoclassicismo
bartokiano, non esente dall'influenza di
Goffredo Petrassi.
L'esercizio ludico dell'invenzione [modifica]Dalla metà degli anni
anni
settanta, Donatoni ritrovò quello che lui stesso chiamava l'esercizio
ludico dell'invenzione, un atteggiamento, quindi, ed un rapporto
decisamente positivo con la scrittura, il che lo porterà a produrre un
notevolissimo numero di opere che godranno di un apprezzamento sempre più
vasto in campo internazionale; in senso temporale, i primi brani di questo
lungo ciclo sono Ash (1976),
Toy e Spiri (entrambi del
1977).
Il teatro [modifica]Per due volte si dedicherà all'opera
lirica: nel
1984 con Atem, rappresentata al
Teatro alla Scala di
Milano,
cercherà di ribaltare il consueto rapporto tra compositore e soggetto,
creando uno spettacolo senza trama, in cui il prodotto "spettacolare"
doveva essere il risultato della visualizzazione della sua musica (infatti
la partitura include molti dei suoi lavori precedenti, talora modificati,
talora lasciati al loro stato originario). Il risultato finale, però, non
fu dei più incoraggianti, tanto che lo stesso autore ebbe a dichiarare che
si era trattato solo di un "matrimonio in bianco" tra lui stesso e l'opera.
Cronologia delle opere [modifica]
Gli inizi (gli anni cinquanta) [modifica]
Il periodo negativo (gli anni sessanta) [modifica]
Transizioni (gli anni settanta) [modifica]
L'invenzione (gli anni ottanta)= [modifica]
L'ultimo decennio (gli anni novanta) [modifica]
Discografia [modifica]
Bibliografia [modifica]
Scritti di Franco Donatoni= [modifica]
Scritti su Franco Donatoni [modifica]
Voci correlate [modifica]
Collegamenti esterni [modifica] |