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Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Lucia_di_Lammermoor&action=history

Lucia di Lammermoor

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Lucia di Lammermoor

 
Titolo originale:  
Lingua originale: italiano
Genere:  
Musica: Gaetano Donizetti
(partitura online)
Libretto: Salvadore Cammarano
(libretto online)
Fonti letterarie: The Bride of Lammermoor di Walter Scott (1819)
Atti: due parti e tre atti
Epoca di composizione: giugno - 6 luglio 1835
Prima rappresentazione: 26 settembre 1835
Teatro: Napoli, teatro San Carlo
Prima rappresentazione italiana:  
Teatro:  
Versioni successive:
Personaggi:
  • Lord Enrico Ashton (baritono)
  • Lucia, sua sorella (soprano)
  • Sir Edgardo di Ravenswood (tenore)
  • Lord Arturo Bucklaw (tenore)
  • Raimondo Bidebend, educatore e confidente di Lucia (basso)
  • Alisa, damigella di Lucia (mezzosoprano)
  • Normanno, capo degli armigeri di Ravenswood (tenore)
  • Dame e cavalieri, congiunti di Ashton, abitanti di Lammermoor, paggi, armigeri, domestici di Ashton
Autografo: proprietà del Comune di Bergamo
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Lucia di Lammermoor è un'opera in tre atti di Gaetano Donizetti su libretto di Salvadore Cammarano, tratto da The Bride of Lammermoor (La sposa di Lammermoor) di Walter Scott.

La prima assoluta ebbe luogo al teatro San Carlo di Napoli il 26 settembre 1835. In seguito lo stesso Donizetti curò una versione francese che andò in scena al Théâtre de la Renaissance di Parigi il 6 agosto 1839.

È la più famosa tra le opere serie di Donizetti.

Indice

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Trama [modifica]

L'azione si svolge in Scozia, alla fine del XVI secolo, nel castello di Ravenswood.

 

Antefatto [modifica]

La nobile famiglia Asthon, alla quale appartengono i fratelli Enrico e Lucia, ha usurpato i beni e il castello della famiglia Ravenswood, il cui unico erede è Edgardo. Lucia e Edgardo si amano segretamente.

 

Parte prima (La partenza) [modifica]

Quadro primo - Durante una battuta di caccia, Lord Enrico Ashton viene a sapere dell'amore di Lucia per l'odiato Edgardo e giura di ostacolarlo con ogni mezzo.

Quadro secondo - Nel parco del castello, Lucia attende Edgardo e racconta ad Alisa, sua dama di compagnia, l'antica lugubre storia di un Ravenswood che in quello stesso luogo uccise per gelosia la propria amata e il cui fantasma, da quel giorno, si aggira inquieto presso la fontana (Regnava nel silenzio). Alisa interpreta il racconto come un cattivo presagio e mette in guardia Lucia dal rischio di subire la stessa sorte.
Lucia e Edgardo si scambiano gli anelli nuziali e si congedano giurandosi amore e fedeltà eterni (Verranno a te sull'aure).

 

Parte seconda (Il contratto nuziale) [modifica]

Atto primo, quadro primo - Le lotte politiche che sconvolgono la Scozia indeboliscono il partito degli Asthon e avvantaggiano quello di Edgardo. Enrico, per riequilibrare le sorti della contesa e salvare la sua casata, impone alla sorella di sposare un uomo ricco e potente, Lord Arturo Buklaw. Al rifiuto della fanciulla, egli le dice che Edgardo ha giurato fede di sposo ad un'altra donna, offrendole quale prova una falsa lettera, e con l'aiuto di Raimondo, padre spirituale della ragazza, la convince ad accettare le nozze con Arturo.

Atto primo, quadro secondo - Arturo attende trepidante la promessa sposa all'altare. Lucia viene, e la cerimonia nuziale è sconvolta dall'inattesa irruzione di Edgardo(Chi mi frena in tal momento). Alla vista del contratto nuziale firmato da Lucia il giovane maledice l'amata e le restituisce l'anello. Lucia, impietrita dalla disperazione, gli ridà il suo.

Atto secondo, quadro primo - Enrico ed Edgardo si incontrano presso la torre di Volferag e decidono di porre fine ad ogni discordia con un duello, che viene fissato per il giorno dopo, all'alba.

Atto secondo, quadro secondo - Al castello la lieta festa nuziale viene interrotta da Raimondo, che tremante comunica agli invitati la notizia che Lucia, impazzita dal dolore, ha ucciso Arturo durante la prima notte di nozze (Dalle stanze ove Lucia). Lucia, fuori di sé, compare tra gli invitati con un pugnale tra le mani e gli abiti insanguinati. Ella crede di vedere Edgardo, immagina le sue nozze tanto desiderate con lui e lo invoca. Mentre il coro la compiange, entra Enrico, che saputo del misfatto, fa per uccidere la sorella, ma Raimondo e Alisa lo fermano, mostrandogli in che stato è ridotta. Lucia si scuote: crede di aver sentito Edgardo ripudiarla e gettare a terra l'anello che si erano scambiati. Lucia non regge al dolore, e muore nello sconcerto generale. Enrico fa portare via Lucia, e Raimondo accusa Normanno, il capo degli armigeri, di essere lui il responsabile della tragedia.

Atto secondo, quadro terzo - Giunto all'alba tra le tombe dei Ravenswood per battersi in duello con Enrico, Edgardo medita di farsi uccidere. D'improvviso è turbato dall'arrivo di una processione proveniente dal castello dei Lammermoor, piangendo la sorte di Lucia. La campana a morto annuncia la morte della ragazza. Edgardo, che non può vivere senza di lei, si trafigge con un pugnale (Tu che a Dio spiegasti l'ali).

 

Organico orchestrale [modifica]

La partitura di Donizetti prevede l'utilizzo di:

 

Curiosità [modifica]

Il 21 marzo 2006, al Teatro alla Scala di Milano, sotto la direzione di Roberto Abbado, l'opera Lucia di Lammermoor è stata messa in scena nella sua edizione originale: Donizetti aveva infatti pensato, per la "scena della pazzia", all'utilizzo della glassarmonica (o armonica a bicchieri), integrata con l'orchestra sinfonica. La glassarmonica è un particolarissimo strumento del XVIII secolo, mai veramente entrato nell'uso, costituito da una serie di bicchieri di cristallo posti su di un piano, riempiti ognuno con una quantità diversa di acqua, in modo che, sfioratone l'orlo o colpiti con l'unghia, emettano ciascuno una frequenza di suono diversa. Per suonare la glassarmonica è necessario, dunque, un orecchio assoluto, in grado di cogliere la minima variazione nel suono causata da una quantità maggiore o minore di liquido. Circostanze pratiche costrinsero però Donizetti a rinunciare a questa originale soluzione e a riscrivere la partitura. L'edizione critica dell'opera ha reintegrato la parte per glassarmonica, che ben esprime, secondo quanto detto dal critico Paolo Isotta nel suo articolo sul Corriere della Sera del 22 marzo 2006, "l'atmosfera spettrale e nel contempo il totale distacco dalla realtà in che Lucia è precipitata."

 

La "Scena della pazzia" [modifica]

La Scena della pazzia è la seconda "Scena ed Aria" della protagonista. Si tratta probabilmente della più celebre scena di pazzia della storia dell'opera, nota soprattutto nella versione modificata dai soprani dell'epoca, con l'aggiunta di una lunga cadenza col flauto.

Nel libretto corrisponde alle scene V-VII della parte seconda, atto secondo. Nello spartito al numero 14.

La sua struttura è:

  • Scena (recitativo): Eccola! [...] Il dolce suono / Mi colpì di sua voce (Do minore, 121 battute)
  • Cantabile: Ardon gl'incensi [...] Alfin son tua (Larghetto, Mi bemolle maggiore, 44 battute nella versione originale)
  • Tempo di mezzo: S'avanza Enrico (Allegro, Do bemolle maggiore, 92 battute)
  • Cabaletta: Spargi d'amaro pianto (Moderato, Mi bemolle maggiore, 175 battute)

 

Brani celebri [modifica]

  • Cruda, funesta smania, cavatina di Enrico (Parte I)
  • Regnava nel silenzio, cavatina di Lucia (Parte I)
  • Sulla tomba che rinserra, duetto tra Lucia e Edgardo (Parte I)
  • Il pallor funesto, orrendo, duetto tra Lucia e Enrico (Parte II, Atto I)
  • Chi mi frena in tal momento?, sestetto tra Lucia, Edgardo, Enrico, Raimondo, Alisa, Arturo (Parte II, Atto I)
  • Il dolce suono mi colpì di sua voce, scena ed aria di Lucia (Parte II, Atto II - scena della pazzia)
  • Tombe degli avi miei, scena ed aria di Edgardo (Parte II, Atto II)

 

Trasposizioni cinematografiche [modifica]

 

Discografia [modifica]

 

Bibliografia [modifica]

  • William Ashbrook, Donizetti. Le opere, prima edizione in lingua inglese: Donizetti and his Operas, Cambridge University Press, 1982, trad. it. di Luigi Della Croce, EDT, Torino 1987, pp. 145-151, 314-315 - ISBN 88-7063-047-1
  • Nicola Cipriani, Le Tre Lucie. Un romanzo, un melodramma, un caso giudiziario. Il percorso di tre vittime del "Pensiero maschile, Zecchini Editore, Varese, 2008, pp. 276, ISBN 88-87203-66-0

 

Collegamenti esterni [modifica]