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Categoria:Pianisti classici

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Pagine nella categoria "Pianisti classici"

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Pianoforte

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Pianoforte
Classificazione
cordofoni a corde percosse
Estensione
File:La0/do 8
Strumenti relativi
clavicordo, clavicembalo
Musicisti
pianisti
Costruttori
 
Voci correlate
 

Il pianoforte è uno strumento musicale in grado di produrre un suono grazie a corde che vengono percosse per mezzo di martelletti azionati da una tastiera. Fa parte, quindi, dei cordofoni a corde percosse.

L'origine della parola pianoforte è italiana (Bartolomeo Cristofori) ed è riferita alla possibilità che lo strumento offre di suonare note a volumi diversi in base al tocco, ovvero alla forza applicata dalle dita del pianista sui tasti. Possibilità negata invece da strumenti precedenti quali il clavicembalo.

Anche mediante l'intervento sui pedali, che azionano particolari meccanismi, l'esecutore può modificare il suono risultante.

Chi suona il pianoforte viene chiamato pianista.

Indice

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Caratteristiche [modifica]

Struttura del pianoforte

In quanto strumento dotato di una tastiera e di corde, il pianoforte è simile al clavicordo e al clavicembalo, dai quali storicamente deriva. I tre strumenti differiscono nel meccanismo di produzione di suono.

  • Nel clavicembalo, le corde vengono pizzicate da un plettro posizionato su un'asticella che si alza quando il tasto viene abbassato, non permettendo così di "colorire" il suono.
  • Nel clavicordo, le corde vengono colpite da tangenti che possono rimanere in contatto con la corda stessa in base alla durata dell'azionamento del tasto.
  • Nel pianoforte, le corde sono colpite da martelletti che immediatamente rimbalzano, permettendo quindi alla corda di vibrare liberamente, fino al rilascio del tasto che provoca l'intervento dello smorzatore.

 

Storia [modifica]

Il primo modello di pianoforte fu messo a punto da Bartolomeo Cristofori padovano alla corte fiorentina di Ferdinando de' Medici, a partire dal 1698. Per la precisione era un "gravicembalo col piano e forte", chiamato verso la fine del settecento con il nome "fortepiano". La novità era l'applicazione di una martelliera al clavicembalo. L'idea di Cristofori era di creare un clavicembalo con possibilità dinamiche controllabili dall'esecutore; nel clavicembalo infatti le corde pizzicate non permettono di controllare la dinamica. Anche per questo motivo, pianoforte e clavicembalo non appartengono alla stessa sottofamiglia.

Questo nuovo strumento permise ai nuovi interpreti di ottenere sonorità più o meno forti a seconda della pressione delle dita sui tasti, a differenza dell'organo e del clavicembalo le cui corde sono pizzicate e non percorse come permette di fare il pianoforte.

Uno dei primi problemi che si presentò fu quello dello scappamento che fu perfezionato da Cristofori nel 1720.

Il fortepiano non ebbe successo in Italia, ma l'idea finì molti anni dopo in Germania, dove il costruttore di organi Gottfried Silbermann nel 1726 ricostruì una copia esatta del pianoforte di Cristofori, che sottopose tra l'altro al parere di Johann Sebastian Bach. Piacque molto invece a Federico II di Prussia, che ne comprò sette per 700 talleri, per arricchire i propri palazzi.

Alla bottega di Gottfried Silbermann si formò André Stein, il quale - dopo essersi reso indipendente - perfezionò ad Augusta in un proprio stabilimento i sistemi dello scappamento e degli smorzatori. Nel 1777 ricevette la visita di Wolfgang Amadeus Mozart, il quale fu molto entusiasta di come quello strumento potesse avere infinite possibilità espressive. I figli di Stein si trasferirono in seguito a Vienna dove crearono una fabbrica di fortepiani.

I primi "pianoforti verticali" furono creati forse nel 1780 da Johann Schmidt di Salisburgo o nel 1789 da William Southwell di Dublino.

I costruttori francesi più famosi furono Sébastien Érard e Ignace Pleyel.

 

La struttura [modifica]

Tastiera di un pianoforte

Il pianoforte è costituito dalle seguenti parti principali:

  • la cassa e la tavola armonica
  • la struttura portante ed il rivestimento esterno di legno stagionato
  • la tastiera
  • la meccanica (martelletti, smorzatori, ecc...)
  • la cordiera
  • i pedali

 

La cassa e la tavola armonica [modifica]

La cassa e la tavola armonica sono fatte generalmente in legno di abete e pioppo. Il somiere, parte in cui stanno le caviglie (o piroli) per tirare o allentare le corde è fatto spesso in legno di faggio.

 

La tastiera [modifica]

Un'ottava con le sue alterazioni

La tastiera è quella parte del pianoforte dove sono posizionati i tasti. La base su cui questa regge è spesso in abete. Lo strumento dispone generalmente di 88 tasti (sette ottave e una terza minore), 52 bianchi e 36 neri, disposti nella classica successione che intervalla gruppi di due e tre tasti neri. Esistono invece alcuni pianoforti (pochi modelli) che si estendono anche di 9 tasti oltre i normali 88, andando verso il basso. Come punto di riferimento centrale della tastiera viene preso il tasto do, chiamato per questo "do centrale".

I tasti dei pianoforti più sofisticati sono spesso in avorio e ebano, mentre per i pianoforti comuni è usata generalmente la galalite (sostanza di consistenza cornea, ottenuta a partire dalla caseina).

La nota do, a partire dalla quale è possibile eseguire la scala di do maggiore, priva di alterazioni, è il tasto bianco situato esattamente prima di ogni successione di due tasti neri. Questi ultimi, in genere, in considerazione della tonalità della melodia da eseguire, vengono chiamati bemolle o diesis (più generalmente alterazioni) a seconda del caso in cui si riferiscano alla nota che li precede o a quella che li segue. Nei due casi, comunque, essi producono un suono che risulterà più basso o più alto di mezzo tono rispetto ai tasti bianchi contigui. Ad esempio il tasto nero immediatamente successivo al Do si chiama do diesis; lo stesso tasto nero, considerato come tasto immediatamente precedente il re, si chiama re bemolle.Ai pianoforti elettronici si possono eseguire pezzi anche di altri strumenti(chitarra,batteria,xilofono,...);si possono registrare brani eseguiti;si possono ascoltare dei brani"demo".Alcuni hanno metronomi incorporati

 

La meccanica [modifica]

Martelletti, corde, smorzatori e piroli: la meccanica di un pianoforte verticale

La meccanica è una delle parti fondamentali del pianoforte perché vi stanno tutta una serie di strumenti e sistemi che permettono la produzione del suono con l'azione del martelletto sulla corda attraverso la pressione del tasto.

 

Funzionamento della meccanica [modifica]

Quando si preme un tasto del pianoforte, che è una leva imperniata su un bilanciere, la sua parte posteriore (coda) si alza e il perno, al quale è incernierato, fa muovere il cavalletto (due leve libere di muoversi, incernierate sul retro - verso la coda del pianofote). Il cavalletto, così liberato dal tasto, si solleva, trascinando con sé il bastone dello scappamento (o spingitore - un oggetto a forma di L). Lo scappamento mette in funzione un rullino in feltro che è fissato all'asta del martelletto che di conseguenza si solleva. L'asta superiore del cavalletto va verso l'alto fin quando la sua estremità non tocca il bottoncino di regolazione. Il martelletto continua la sua corsa colpendo le corde e separandosi dal bastone di scappamento e dallo stesso cavalletto. Anche lo spingitore si alza e rimane sospeso fino a quando il tasto non viene rilasciato. Dopo aver percosso la corda, a tasto ancora abbassato, il martelletto ricade anche se non completamente; infatti viene fermato dal rullino dell'asta del martelletto che si adagia sull'asta superiore del cavalletto ancora sollevata. Lo scappamento torna così alla sua posizione iniziale, cioè sotto l'asta del martelletto parzialmente alzato. Allo stesso tempo il paramartelletto impedisce che il martelletto rimbalzi sulle corde percuotendole nuovamente. Nel caso in cui il tasto venga rilasciato solo in modo parziale, il martelletto si muove libero dal paramartello mentre lo spingitore resta alzato. A questo punto se si preme di nuovo il tasto (che non è stato rilasciato completamente), lo scappamento è in grado di spingere di nuovo il rullino e l'asta del martello verso l'alto. Questo sistema è chiamato "doppio scappamento" e permette di eseguire rapidamente la ripetizione di una stessa nota senza che il tasto (e quindi anche il martelletto) ritornino alla propria posizione iniziale. Alla pressione del tasto viene attivato un montante che stacca lo smorzatore della corda relativa al tasto premuto, il quale permette alla corda di vibrare liberamente. Rilasciato il tasto, di circa il 50% della sua corsa, lo smorzatore cade sulla corda bloccandone la vibrazione e tutte le parti della meccanica tornano alla loro posizione d'origine, grazie anche alla forza di gravità. È opportuno ricordare che "doppio scappamento" è solo un modo di dire: in questa guisa è possibile ripetere lo scappamento teoricamente all'infinito.

Il pianoforte verticale non dispone del doppio scappamento, inoltre non tutte le parti della meccanica tornano alla loro posizione iniziale grazie alla forza di gravità, perché i pezzi sono disposti verticalmente, per cui vengono utilizzate piccole strisce di feltro che aiutano nel meccanismo.

 

Parti della meccanica [modifica]

Schema della meccanica di un pianoforte a coda
  • martelli: sono piccoli blocchi in legno rivestiti generalmente in feltro, azionati dalla pressione dei tasti, che producono il suono percuotendo le corde. Appena la corda viene colpita dal martelletto, questo torna nella sua posizione iniziale, permettendo così alla corda di vibrare; quando il tasto viene rilasciato entrano in funzione gli smorzatori.
  • scappamento: è un meccanismo che permette al martelletto di tornare alla sua posizione iniziale, dopo aver percosso la corda, mentre il tasto è ancora abbassato. Generalmente nei pianoforti orizzontali esiste il "doppio scappamento", un sistema che permette di ottenere la ripetizione di una stessa nota a distanza ravvicinata premendo lo stesso tasto due volte senza che questo si rialzi del tutto.
  • smorzatori: sono blocchettini di legno rivestiti in feltro che hanno la funzione di soffocare la vibrazione di una corda.
  • caviglie o piròli: sono le "chiavi accordanti" del pianoforte che hanno il compito di tenere le corde e permettere l'accordatura di esse.
  • corde: sono legate ai piroli e sono fatte in lega di acciaio. Variano di diametro e lunghezza a seconda del registro sonoro. Nei pianoforti verticali ogni martelletto batte su un gruppo di due o tre corde suonate all'unisono e su una singola corda più spessa (in genere rivestita di rame per appesantirla) per i suoni più gravi. Nei i pianoforti orizzontali ad ogni tasto corrisponde un gruppo di tre corde, tranne per i suoni più gravi, che, essendo la corda rivestita in rame, hanno solitamente due o una corda (più si va nella zona grave, più il numero delle corde diminuisce).

 

I pedali [modifica]

Simbolo usato negli spartiti per indicare l'uso della risonanza.

I pianoforti possiedono due o tre pedali, a seconda del costruttore e dell'epoca di costruzione. Essi sono leve poste in basso centralmente, sono azionabili con i piedi. La loro funzione consiste nell'alterare il suono in vario modo.

Si distinguono i seguenti tipi di pedale:

  • risonanza o forte (normalmente a destra)
Tale pedale, una volta azionato, alza contemporaneamente tutti gli smorzatori, sorta di feltrini che hanno il compito di fermare le vibrazioni della corda immediatamente dopo il rilascio del tasto. Di conseguenza, azionando il pedale, le corde continuano a vibrare finché il suono non si spegne naturalmente. L'impiego di questo pedale aiuta a legare i suoni ed, eventualmente, a creare una sorta di alone timbrico e armonico dato anche dal resto delle corde non più smorzate che entrano in una vibrazione simpatica generata dalle onde sonore delle note appena suonate.
  • una corda o piano o 1C (normalmente a sinistra)
Tale pedale, nei pianoforti a coda, sposta leggermente tutta la tastiera e la martelliera verso la destra dell'esecutore. In tal modo il martelletto azionato dalla pressione del tasto colpisce solamente una o due corde delle tre che sono associate a ogni tasto (nei medi e acuti ogni nota è intonata da tre corde all'unisono, nella parte alta dei bassi, cioè le corde filate, ogni nota è intonata da due corde, mentre l'ottava più bassa possiede una sola corda per nota: in questa regione quindi il solo effetto di questo pedale è lo spostamento del punto di contatto sul martelletto).
 
Nel dettaglio bisogna considerare anche che i martelletti sono ricoperti da feltrini nei quali si formano dei solchi dati dai ripetuti urti con le corde. Si agisce sulla durezza del suono ammorbidendo il feltro dei martelletti e quindi si può aumentare o diminuire l'effetto del pedale essendo il punto di contatto spostato rispetto a quando il pedale non è azionato. L'azione di spostamento della martelliera comporta che i feltrini dei martelletti urtino la corda in un punto diverso dai solchi e quindi in un punto in cui sono più morbidi. L'effetto è quello di produrre un suono più flebile, ovattato e intimo, adatto a creare particolari atmosfere sonore.
Il medesimo effetto (con risultato molto meno caratterizzato) viene ottenuto nei pianoforti verticali avvicinando i martelletti alle corde, e accorciando in tal modo il percorso che il martelletto compie per raggiungere la corda.
  • tonale (al centro)
Il pedale tonale è presente nei pianoforti a coda e deve essere azionato successivamente alla pressione di un tasto o di un gruppo di tasti. È in sostanza un pedale di risonanza che agisce solo per un gruppo limitato di tasti, quelli premuti immediatamente prima all'azione del pedale; gli altri non saranno interessati dalla sua azione. È anche conosciuto come pedale Rendano dal nome del suo inventore, il pianista e compositore Alfonso Rendano
  • sordina (al centro, solo negli strumenti destinati allo studio e solo nei pianoforti verticali, al posto del pedale tonale)
La sordina (presente anche in altri strumenti, vedi qui) è un pedale che aziona una leva, attraverso la quale viene interposto tra le corde e i martelletti un lungo panno di feltro. Il suono così ottenuto è piuttosto attutito. L'effetto, però, non è mai stato giudicato musicalmente gradevole, tanto che quasi nessun compositore lo ha mai sfruttato (il pianista canadese Gonzales, nome d'arte di Jason Charles Beck, ne fa largo uso nel suo "Solo Piano", 2004, album acclamato dal pubblico e dalla critica).

I pianoforti a coda ne sono sprovvisti ed anche i grossi pianoforti verticali hanno, in luogo della sordina, un pedale tonale.

La sordina ha un'utilità pratica, in quanto, abbassando il volume durante gli esercizi, consente di studiare a lungo senza disturbare parenti e vicini di casa.

 

Tipi di pianoforte [modifica]

Esistono diversi tipi di pianoforte:

  • orizzontale: esistono a un quarto di coda, mezza coda, tre quarti di coda e a coda; producono, in ordine crescente, suoni sempre migliori a causa dell'ampiezza sempre maggiore della cassa armonica. È usato principalmente per concerti ed esibizioni.
  • verticale: è disposto verticalmente, così come la sua tavola armonica e le corde che stanno dietro alla tastiera La sua altezza oscilla tra i 100 e i 130 centimetri. È usato principalmente per lo studio a differenza di quello orizzontale usato prettamente per i concerti. Le differenze con il pianoforte orizzontale sono molte a partire dell'ampiezza della cassa armonica che è molto minore di quella di un pianoforte orizzontale. Le corde sono disposte verticalmente (quelle più gravi anche diagonalmente) e ad ogni nota corrispondono a seconda del tipo di suono, gruppi di una, due o tre corde. Sono forniti spesso di un pedale posto al centro chiamato sordina che serve per interporre tra i martelletti e le corde un panno di feltro che attutisce il suono e lo rende più ovattato: è stato creato principalmente per non dare troppo fastidio ai condomini di un palazzo. Nel corso della storia il pianoforte verticale ha subito molte modifiche; vennero create così anche diverse tipologie.
    • a giraffa: è il prototipo più antico di pianoforte verticale, inventato tra il XVIII e la prima metà del XIX secolo. Fu inventato nel 1739 da Domenico Del Mela, originario del Mugello. La sua meccanica sta sopra alla tastiera, dietro alla tavola armonica. Non è fornito di scappamento.
    • a piramide: fu costruito nel XVIII secolo e fu utilizzato molto a Vienna. È molto simile ad un pianoforte verticale, ma la sua cassa armonica è a forma piramidale.
    • cabinet: in italiano significa armadio; fu costruito per la prima volta in Inghilterra nella prima metà del XX secolo. Le caviglie e il somiere sono sulla sommità, mentre l'attacco delle corde è vicino al pavimento. Questa disposizione fu inventata contemporaneamente sia dall'inglese John Isaac Hawkins (1772-1855) che dal viennese Matthias Müller (1770 ca.-1844). Ha la meccanica English sticker action e a baionetta.
    • pianino: fu inventato a Parigi nel 1815 da Ignaz Josef Pleyel e commercializzato con il nome di "pianino". Parte della meccanica fu però sviluppata da Robert Wornum (1780-1852) intorno al 1810: egli applicò al pianoforte verticale un sistema di corde incrociate diagonalmente così da non dover ridurre la loro lunghezza nonostante le dimensioni ridotte dello strumento. Nel 1826 creò la meccanica a baionetta (english tape action), che derivava dalla english sticker action.
  • rettangolare (o a tavolo): la pianta è rettangolare; la tavola armonica sta sulla destra, mentre la tastiera è a sinistra. Il primo modello fu realizzato nel 1766 da Johannes Zumpe (1726-1790) a Londra. Ebbe un notevole successo verso le fine della seconda metà del Settecento prima in Inghilterra e poi in tutta Europa, grazie alle dimensioni ridotte e al basso costo, nonché al gradevole suono che produceva. Fu usato soprattutto in ambito domestico, ma in seguito venne sostituito dal modello verticale.
  • pianola: la pianola è un apparecchio musicale automatico, senza sfumature di tono automatico. Il nome pianola deriva da una marca della Aeolian Company di New York. In Germania la Ditta Hupfeld di Lipsia produsse un sistema simile, chiamato Phonola. Le prime pianole furono prototipi; non avevano alcun sistema tecnico nella tastiera, ma suonavano con dita in legno imbottite su un pianoforte o pianoforte a coda, posatovi di fronte.
  • digitale: il pianoforte digitale è uno strumento integralmente elettronico, particolarmente mirato però a riprodurre le sonorità ed il tocco del pianoforte acustico.
  • tastiera: la tastiera è uno strumento musicale elettronico in grado di riprodurre i timbri di molti strumenti musicali attraverso un sintetizzatore, azionato mediante la pressione di tasti, analoghi a quelli del pianoforte. Spesso è munita di altoparlanti interni, mentre alcuni modelli necessitano di essere collegati a cuffie o amplificatori esterni.
  • elettrico: il pianoforte elettrico è uno strumento musicale elettromeccanico a tastiera molto in voga negli anni '60 e '70, appartenente alla categoria degli elettrofoni. Il primo modello fu costruito dalla C. Bechstein Pianofortefabrik nel 1931, era un pianoforte a coda munito di pick-up elettromagnetici ed aveva nome Neo-Bechstein.
  • da viaggio: è un modello che risale alla seconda metà del XVIII secolo. La sua meccanica è semplice e senza scappamento (Prellmechanik). È uno strumento portatile e non ha supporti particolari, ma solo delle maniglie per il trasporto. Non viene più utilizzato.
  • nécessaire: è sostanzialmente un mobile abbastanza piccolo con cassetti e scompartimenti, destinato all'uso femminile, con all'interno una tastiera. Risale al XIX secolo, ma è ormai caduto in disuso.
  • per fanciulli nécessaire: è uno strumento di piccole dimensioni, fatto su misura per i bambini piccoli. La meccanica è molto semplice e non è provvisto di particolari supporti. Anche questo modello non è più utilizzato e di conseguenza non esiste più.

 

Il pianoforte nel cinema [modifica]

 

Il pianoforte nella letteratura [modifica]

 

Trattatistica [modifica]

  • C. C. Chang, I fondamenti dello studio del pianoforte, 2009 (sui migliori metodi di studio del pianoforte StudiarePianoforte.It)
  • Piero Rattalino, Manuale tecnico del pianista concertista, Varese, Zecchini Editore, 2007 (sulla formazione del pianista concertista)
  • Piero Rattalino, L'interpretazione pianistica. Teoria, storia, preistoria, Varese, Zecchini Editore, 2008 (sulla storia dell'interpretazione prima e dopo i metodi di registrazione)
  • Gerald Moore, Il Pianista Accompagnatore, Milano, Curci, 1991
  • Piero Rattalino, Le grandi scuole pianistiche, Milano, Ricordi, 1992
  • Carl Philipp Emanuel Bach, Versuch über di wahre Art das Clavier zu spielen, Berlin, 1753; trad. it. annotata, a cura di Gabriella Gentili Verona: L'interpretazione della musica barocca. Saggio di metodo della tastiera, 6a ed., Milano, Curci, 1991

 

Bibliografia [modifica]

  • Dizionario Enciclopedico Universale della Musica e dei Musicisti, diretto da Alberto Basso, Il Lessico, vol. III, Torino, UTET, 1984, pag. 637 ss.
  • The New Grove Dictionary of Musical Instruments, diretto da Stanley Sadie, London, MacMillan, 1984, pag. 71 ss.
  • Giampiero Tintori, Gli strumenti musicali, tomo II, Torino, UTET, 1971, pagg. 629-643
  • AA.VV., Il pianoforte, Milano, Ricordi, 1992 [buona parte del suo contenuto è ricavato da due dizionari Grove : Musical Instruments, cit., e Music and Musicians ; il volume è corredato da numerose ill. e da un'ampia bibl.]
  • Christoph Kammertön, Siegfried Mauser (a cura di), Lexikon des Klaviers, Laaber, Laaber-Verlag, 2006, ISBN 3-89007-543-6 / ISBN 978-3-89007-543-3 [con prefazione di Daniel Barenboim]
  • Louis Kentner, Il pianoforte. Lo strumento, la tecnica esecutiva, i grandi compositori, Padova, Muzzio, 1990
  • Charles Rosen, Piano Notes. Il pianista e il suo mondo, Torino, EDT, 2008, ISBN 978-88-6040-392-6
  • Alfredo Casella, Il Pianoforte, Milano, Ricordi, 1954
  • Piero Rattalino, Storia del pianoforte, Milano, Il Saggiatore, 1988
  • Martha Novak Clinkscale, Makers of the Piano 1700-1820, Oxford, Oxford University Press, 1993; Makers of the Piano. Volume 2: 1820-1860, Oxford, Clarendon, 1999
  • Rosamond E.M. Harding, The Piano-Forte. Its History Traced to the Great Exhibition of 1851, Old Woking, UK, Gresham Books, 1978
  • Stewart Pollens, The Early Pianoforte, Cambridge, Cambridge University Press, 1995, ISBN 0521417295 / ISBN 978-0-521-41729-7
  • Edwin M. Good, Giraffes, Black Dragons, and Other Pianos: A Technological History from Cristofori to the Modern Concert Grand, 2a ed., Stanford, CA, Stanford University Press, 2001, ISBN 0-8047-4549-8
  • James Parakilas (e altri), Piano Roles. A New History of the Piano, New Haven & London, Yale Nota Bene, 2002, ISBN 0-300-09306-3
  • Pascale Vandervellen, Le piano de style en Europe des origines à 1850 - Étude des éléments décoratifs et mécaniques, Liège, Mardaga, 1994
  • Cyril Ehrlich, The Piano: A History, ed. riveduta, Oxford, Clarendon, 1990
  • Arthur Loesser, Men, Women and Pianos: A Social History, New York, Simon and Schuster, 1954; rist.: New York, Dover, 1991
  • Hubert Henkel, Lexikon deutscher Klavierbauer, Frankfurt a.M., Bochinsky, 2000 [dati storici su tutti i costruttori tedeschi documentabili, dalla prima metà del Settecento in poi]
  • Jan Großbach, Atlas der Pianonummern, 10a ed., Frankfurt a.M., Bochinsky, 2005 [con numeri di serie e anno di costruzione]
  • Bob Pierce, Larry Ashley, Pierce Piano Atlas, 11a ed., 2003, ISBN 0-911138-04-8 / ISBN 978-0-911138-04-7 [con numeri di serie e anno di costruzione]
  • Larry Fine, The Piano Book: Buying & Owning a New or Used Piano, 4a ed., Jamaica Plain, MA, Brookside Press, 2001, ISBN 978-1-929145-01-0 [con prefazione di Keith Jarrett]; 2008-2009 Annual Supplement to the Piano Book, Jamaica Plain, MA, Brookside Press, 2008, ISBN 1-929145-23-3 / ISBN 978-1-929145-23-2
  • Nikolaus Schimmel, H.K. Herzog, Piano Nomenclatur, 2a ed., Frankfurt a.M., Das Musikinstrument, 1983 [terminologia tecnica relativa ai pianoforti verticali e a coda in 6 lingue, compreso l'Italiano, con ill.]
  • Terminorum musicae index septem linguis redactus, 2a ed., Budapest/Kassel, Akadémiai Kiadó/Bärenreiter, 1980 [terminologia musicale in 7 lingue, compreso l'Italiano, con ill.]; v. spec. pagg. 768-779
  • Herbert Junghanns, Der Piano- und Flügelbau, 7a ed., Frankfurt a.M., Bochinsky, 1991
  • Carl-Johan Forss, Piano- und Flügelstimmung, Bergkirchen, PPV-Medien/Bochinsky, 2007, ISBN 978-3-937841-35-9
  • Franz Rudolf Dietz, Das Intonieren von Flügeln - Grand Voicing, Frankfurt a.M., Das Musikinstrument, 1968; rist.: Clifton, NJ, APSCO, s.d. [in ted. e ingl., con ill.]
  • Carl-Johan Forss, Die Regulierung von Piano- und Flügelmechaniken, Bergkirchen, PPV-Medien/Bochinsky, 2004, ISBN 978-3-932275-82-1
  • Arthur A. Reblitz, Piano Servicing, Tuning and Rebuilding: For the Professional, the Student, and the Hobbyist, 2a ed., Vestal, NY, Vestal Press, 1993, ISBN 1-879511-03-7 / ISBN 978-1-879511-03-3
  • Carl-Johan Forss, Piano- und Flügelreparatur, Frankfurt a.M., Bochinsky, 2003, ISBN 3-923639-43-0 ; Upright and Grand Piano Repair, Bergkirchen, PPV Medien, 2007, ISBN 978-3-937841-43-4

 

Voci correlate [modifica]

 

Altri progetti [modifica]

 

Collegamenti esterni [modifica]

COMUNICATO STAMPA

NEL 2008 TERZA EDIZIONE DEL CONCORSO DI SAN MARINO

Nel settembre del 2008 la terza edizione del Concorso Pianistico della Repubblica di San Marino, a cadenza biennale. Il francese Philippe Entremont presiederà la giuria. I concorrenti dovranno cimentarsi in tre nuove composizioni di Chick Corea. Ricco il montepremi: 60.000 euro. Al vincitore anche un contratto biennale con l'agenzia StudioMusica.

SAN MARINO - Giunge nel 2008 alla sua terza edizione il Concorso Pianistico Internazionale Repubblica di San Marino, la manifestazione musicale che fin dalla sua prima edizione nel 2004 ha visto arrivare nella città del Titano centinaia di pianisti da tutto il mondo e ha visto premiati nel suo palmares di vincitori due virtuosi del calibro dell'ucraina Sofya Gulyak, l'anno scorso trionfatrice al Concorso Busoni, e il russo Evgeny Brakhman, già vincitore del Concorso "Dino Ciani" alla Scala di Milano.

Organizzato a cadenza biennale, il Concorso di San Marino si svolgerà dal 18 al 28 settembre 2008 al Teatro Concordia di Borgo Maggiore. L’evento è promosso dall’Associazione Musicale Allegro Vivo con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino – S.U.M.S. e dell’Ente Cassa di Faetano, l’Alto Patrocinio degli Eccellentissimi Capitani Reggenti, il Patrocinio delle Segreterie di Stato per gli Istituti Culturali, per il Turismo, per gli Affari Esteri e la collaborazione dell’Istituto Musicale Sammarinese.

Caratteristica peculiare del Concorso Pianistico di San Marino, che lo rende forse unico nel variegato mondo dei concorsi di esecuzione musicale, è il fatto di essere suddiviso in tre sezioni, dedicate ai "Giovani Talenti" fino a 12 anni, ai "Solisti" e al "Duo Pianistico" fino ai 32 anni. La stessa qualificata giuria del concorso avrà quindi l'opportunità di ascoltare e selezionare pianisti delle più varie età e nei più vari repertori: un eccezionale spaccato della realtà pianistica internazionale.

La giuria, che quest'anno sarà presieduta dal celebre pianista e direttore d'orchestra francese Philippe Entremont, negli anni scorsi ha visto avvicendarsi grandi musicisti e interpreti del calibro di Charles Rosen, Andreas Groethuysen, Boris Bloch, Valentin Gheorghiu, Idil Biret, Elisso Virsaladze, Michel Beroff e degli italiani Dario De Rosa, Pier Narciso Masi, Enrico Pace e Giuseppe di Chiara.

Fin dalla sua nascita il Concorso Pianistico Internazionale Repubblica di San Marino si è distinto per l'altissimo valore dei suoi premi: nel 2008 il montepremi è giunto alla cifra complessiva di ben 60.000 euro, suddivisi fra il primo premio di 18.000 euro destinato al vincitore del primo premio della categoria "Solisti", i 9.000 euro ai vincitori del "Duo Pianistico" e ai 3.000 per il vincitore della categoria "Giovani Talenti". Considerevoli anche i premi per i piazzamenti inferiori (da 8.000 a 750 nelle varie categorie) e i premi speciali, fra i quali spicca il Premio Speciale "Repubblica di San Marino 2008" di 2.000 euro che verrà assegnato alla migliore esecuzione del brano di Chick Corea commissionato dal Concorso.





Novità del concorso è infatti la richiesta ai concorrenti dell'esecuzione di un inedito brano pianistico d'obbligo per ogni sezione, appositamente scritto per la competizione pianistica: per il 2008 ha accettato la commissione il grande pianista e compositore americano Chick Corea, che nei mesi scorsi ha prodotto tre nuovi brani, "Afterthought" e "Reflections" per pianoforte solo e "Contest" per duo pianistico. I primi due brani verranno presentati in prima esecuzione mondiale a Milano e a San Marino dal vincitore della scorsa edizione, il russo Evgeny Brakhman, durante la presentazione del concorso alla stampa.

Al ricco montepremi e ai concerti premio previsti dal regolamento del concorso, si aggiunge l'importante clausola offerta al vincitore assoluto: la possibilità di poter stipulare un contratto biennale con l'agenzia di management StudioMusica srl di Modena, con la garanzia di almeno 10 scritture in importanti sedi nazionali ed internazionali.

Al vincitore assoluto del concorso è inoltre offerto un concerto con l'Orchestra Sinfonica della Repubblica di San Marino, offerto dall'Istituto Musicale Sammarinese.

Altra importante caratteristica del Concorso di San Marino fin dalla sua nascita è l'eccezionale qualità dei pianoforti messi ai disposizione dei concorrenti: anche nel 2008 infatti saranno tutti gran coda Steinway & Sons forniti e curati dalla ditta "Angelo Fabbrini Pianoforti" di Pescara.

Come nella seconda edizione del concorso nella prova finale con orchestra della sezione Solisti è prevista la partecipazione dell'Orchestra Sinfonica della Repubblica di San Marino, per l'occasione diretta dal Maestro Maurizio Zanini, eccellente musicista e pianista, già vincitore del Concorso "Dino Ciani" di Milano. La sua presenza sul podio dell'Orchestra di San Marino garantirà una particolare attenzione alle esigenze di giovani pianisti alle prese con l'orchestra sinfonica, in concerti per pianoforte e orchestra scelti fra quelli di Beethoven, Mendelssohn, Chopin, Schumann, Liszt, Brahms, Ciaikovskij, Rachmaninov, Ravel e Prokof'ev.

Visto l'altissimo numero di iscrizioni negli scorsi anni, nel 2008 saranno ammessi candidati fino a un massimo di 60 nella categoria "Solisti", 18 nella categoria "Duo" e 16 per i "Giovani Talenti". La selezione dei candidati avverrà tramite valutazione dei curriculum e dei DVD o VHS inviati.

«Come nel 2006 anche quest'anno il Concorso è membro della Fondazione Olandese Alink-Argerich – sottolinea Simonetta Agarici, assieme a Roberto Stefanelli responsabile della direzione artistica del concorso – l'ente privato di riferimento per i concorsi pianistici internazionali patrocinato dalla grande pianista argentina Martha Argerich, che garantirà la massima visibilità internazionale online. Inoltre è prevista la completa registrazione audio e video di tutte le fasi del concorso con i più alti standard tecnologici, in previsione della realizzazione di CD e DVD. Trattative sono in corso con importanti etichette per il lancio sul mercato discografico del CD o DVD del concorso».

Regolamento, bandi di iscrizione e notizie sul concorso oltre che in cartaceo disponibili nelle consuete sedi (conservatori, scuole di musica, università, negozi musicali) sono facilmente reperibili online nel sito ufficiale del concorso, www.pianocompetitionsanmarino.com , oppure in www.allegrovivo.org 

Per informazioni: Segreteria del Concorso, info@allegrovivo.org
Artisti Musicali Teatro Italiano  

 

  Pianisti  
Argerich Dutoit Von Eckardstein Giorgini
Aska Carmen Saito Clelia Cafiero  Demetz Frequin
Arciuli.htm Bahrami Prosseda Pollini
Lang Lang
 COMUNICATO STAMPA

NEL 2008 TERZA EDIZIONE DEL CONCORSO DI SAN MARINO

Nel settembre del 2008 la terza edizione del Concorso Pianistico della Repubblica di San Marino, a cadenza biennale. Il francese Philippe Entremont presiederà la giuria. I concorrenti dovranno cimentarsi in tre nuove composizioni di Chick Corea. Ricco il montepremi: 60.000 euro. Al vincitore anche un contratto biennale con l'agenzia StudioMusica.

SAN MARINO - Giunge nel 2008 alla sua terza edizione il Concorso Pianistico Internazionale Repubblica di San Marino, la manifestazione musicale che fin dalla sua prima edizione nel 2004 ha visto arrivare nella città del Titano centinaia di pianisti da tutto il mondo e ha visto premiati nel suo palmares di vincitori due virtuosi del calibro dell'ucraina Sofya Gulyak, l'anno scorso trionfatrice al Concorso Busoni, e il russo Evgeny Brakhman, già vincitore del Concorso "Dino Ciani" alla Scala di Milano.

Organizzato a cadenza biennale, il Concorso di San Marino si svolgerà dal 18 al 28 settembre 2008 al Teatro Concordia di Borgo Maggiore. L’evento è promosso dall’Associazione Musicale Allegro Vivo con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino – S.U.M.S. e dell’Ente Cassa di Faetano, l’Alto Patrocinio degli Eccellentissimi Capitani Reggenti, il Patrocinio delle Segreterie di Stato per gli Istituti Culturali, per il Turismo, per gli Affari Esteri e la collaborazione dell’Istituto Musicale Sammarinese.

Caratteristica peculiare del Concorso Pianistico di San Marino, che lo rende forse unico nel variegato mondo dei concorsi di esecuzione musicale, è il fatto di essere suddiviso in tre sezioni, dedicate ai "Giovani Talenti" fino a 12 anni, ai "Solisti" e al "Duo Pianistico" fino ai 32 anni. La stessa qualificata giuria del concorso avrà quindi l'opportunità di ascoltare e selezionare pianisti delle più varie età e nei più vari repertori: un eccezionale spaccato della realtà pianistica internazionale.

La giuria, che quest'anno sarà presieduta dal celebre pianista e direttore d'orchestra francese Philippe Entremont, negli anni scorsi ha visto avvicendarsi grandi musicisti e interpreti del calibro di Charles Rosen, Andreas Groethuysen, Boris Bloch, Valentin Gheorghiu, Idil Biret, Elisso Virsaladze, Michel Beroff e degli italiani Dario De Rosa, Pier Narciso Masi, Enrico Pace e Giuseppe di Chiara.

Fin dalla sua nascita il Concorso Pianistico Internazionale Repubblica di San Marino si è distinto per l'altissimo valore dei suoi premi: nel 2008 il montepremi è giunto alla cifra complessiva di ben 60.000 euro, suddivisi fra il primo premio di 18.000 euro destinato al vincitore del primo premio della categoria "Solisti", i 9.000 euro ai vincitori del "Duo Pianistico" e ai 3.000 per il vincitore della categoria "Giovani Talenti". Considerevoli anche i premi per i piazzamenti inferiori (da 8.000 a 750 nelle varie categorie) e i premi speciali, fra i quali spicca il Premio Speciale "Repubblica di San Marino 2008" di 2.000 euro che verrà assegnato alla migliore esecuzione del brano di Chick Corea commissionato dal Concorso.





Novità del concorso è infatti la richiesta ai concorrenti dell'esecuzione di un inedito brano pianistico d'obbligo per ogni sezione, appositamente scritto per la competizione pianistica: per il 2008 ha accettato la commissione il grande pianista e compositore americano Chick Corea, che nei mesi scorsi ha prodotto tre nuovi brani, "Afterthought" e "Reflections" per pianoforte solo e "Contest" per duo pianistico. I primi due brani verranno presentati in prima esecuzione mondiale a Milano e a San Marino dal vincitore della scorsa edizione, il russo Evgeny Brakhman, durante la presentazione del concorso alla stampa.

Al ricco montepremi e ai concerti premio previsti dal regolamento del concorso, si aggiunge l'importante clausola offerta al vincitore assoluto: la possibilità di poter stipulare un contratto biennale con l'agenzia di management StudioMusica srl di Modena, con la garanzia di almeno 10 scritture in importanti sedi nazionali ed internazionali.

Al vincitore assoluto del concorso è inoltre offerto un concerto con l'Orchestra Sinfonica della Repubblica di San Marino, offerto dall'Istituto Musicale Sammarinese.

Altra importante caratteristica del Concorso di San Marino fin dalla sua nascita è l'eccezionale qualità dei pianoforti messi ai disposizione dei concorrenti: anche nel 2008 infatti saranno tutti gran coda Steinway & Sons forniti e curati dalla ditta "Angelo Fabbrini Pianoforti" di Pescara.

Come nella seconda edizione del concorso nella prova finale con orchestra della sezione Solisti è prevista la partecipazione dell'Orchestra Sinfonica della Repubblica di San Marino, per l'occasione diretta dal Maestro Maurizio Zanini, eccellente musicista e pianista, già vincitore del Concorso "Dino Ciani" di Milano. La sua presenza sul podio dell'Orchestra di San Marino garantirà una particolare attenzione alle esigenze di giovani pianisti alle prese con l'orchestra sinfonica, in concerti per pianoforte e orchestra scelti fra quelli di Beethoven, Mendelssohn, Chopin, Schumann, Liszt, Brahms, Ciaikovskij, Rachmaninov, Ravel e Prokof'ev.

Visto l'altissimo numero di iscrizioni negli scorsi anni, nel 2008 saranno ammessi candidati fino a un massimo di 60 nella categoria "Solisti", 18 nella categoria "Duo" e 16 per i "Giovani Talenti". La selezione dei candidati avverrà tramite valutazione dei curriculum e dei DVD o VHS inviati.

«Come nel 2006 anche quest'anno il Concorso è membro della Fondazione Olandese Alink-Argerich – sottolinea Simonetta Agarici, assieme a Roberto Stefanelli responsabile della direzione artistica del concorso – l'ente privato di riferimento per i concorsi pianistici internazionali patrocinato dalla grande pianista argentina Martha Argerich, che garantirà la massima visibilità internazionale online. Inoltre è prevista la completa registrazione audio e video di tutte le fasi del concorso con i più alti standard tecnologici, in previsione della realizzazione di CD e DVD. Trattative sono in corso con importanti etichette per il lancio sul mercato discografico del CD o DVD del concorso».

Regolamento, bandi di iscrizione e notizie sul concorso oltre che in cartaceo disponibili nelle consuete sedi (conservatori, scuole di musica, università, negozi musicali) sono facilmente reperibili online nel sito ufficiale del concorso, www.pianocompetitionsanmarino.com , oppure in www.allegrovivo.org 

Per informazioni: Segreteria del Concorso, +378 0549 906201, info@allegrovivo.org