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| «Sono stanco di sentir dire che quello
che faccio non è tango, allora è musica di Buenos Aires. E cos’è la musica
di Buenos Aires?… Tango. Allora la mia musica è Tango» (Astor Piazzolla) Sarà Laura Escalada Piazzolla, vedova dell’indimenticabile Astor (Mar del Plata, 11 marzo 1921 – Buenos Aires 4 luglio 1992), a riportare in esclusiva in Italia, nella versione originale andata in scena nel maggio 1968 al Planet Theatre di Buenos Aires, Maria de Buenos Aires, la tango operita su testo di Horacio Ferrer. Sua la regia e la direzione artistica, nel 40° anniversario della prima esecuzione. L’atmosfera porteña del capolavoro di uno dei più grandi autori e musicisti del secolo scorso invaderà l’Italia con una tournée di 19 date che toccherà le principali città della penisola. La produzione è di Studiomusica. «El tango se lleva dentro de la piel», il tango si porta dentro la pelle, come una forma d’amore intramontabile. Il sentimento autentico che Astor Piazzolla provava per l’Argentina e per la sua forma musicale più autentica, il tango, rivivrà in questa produzione attraverso l’accurata ricostruzione filologica della vedova del grande musicista e compositore. Come nella prima esecuzione l’opera verrà rappresentata in forma semi-scenica, con tutti i musicisti presenti sul palco insieme alle voci soliste e al coro. Un intero cast di artisti argentini, Quinteto Fundacion Astor Piazzolla di Buenos Aires, Ensemble e Coro, evocherà l’autentica atmosfera del tango argentino. L’Opera, pensata in origine per una destinazione radiofonica, è strutturata in due parti, ognuna delle quali formata da otto brevi quadri. La trama che Ferrer forgia, come da tradizione rituale latino-americana, dall’unione tra sacro e profano, trae spunto da una leggenda metropolitana d’inizio novecento, quella di Maria, operaia di una industria tessile di Buenos Aires, il cui corpo seppellito nel sottosuolo della città risorge dalle proprie ceneri. La vicenda rimanda metaforicamente alla storia della fondazione e rifondazione della città di Buenos Aires, nel sedicesimo secolo. E Maria il cui spirito rinasce in eterno, fin nell’animo della propria progenie, assurge a simbolo dell’ambivalenza insita nella storia di Buenos Aires, dando voce ad un’atavica quanto straziante evocazione del suo passato. Per informazioni: Studiomusica 059 245486 www.studiomusica.net TOUR ITALIANO FEBBRAIO 2008 2: Roma – Aula magna Università La Sapienza - Istituzione universitaria dei concerti 3: Avezzano (l’Aquila) – Teatro dei Marsi 5: Ferrara – Teatro Comunale 6: Milano – Teatro Smeraldo 7: Palermo – Teatro Golden 8-9-10: Messina - Teatro Vittorio Emanuele 11: Vittoria (Rg) – Teatro Comunale 13: Torino – Teatro Colosseo 14: Chiasso – Teatro Comunale 15: Bergamo – Teatro Creberg 16: Pegognaga (Mn) – Teatro Comunale 17: Bologna – Teatro delle Celebrazioni 18: Firenze – Teatro della Pergola 20: Foligno - Auditorium 21: Pesaro – Teatro Rossini 22: Verona – Teatro Nuovo 24: Bari – Teatro Team INTERPRETI: PATRICIA BARONE Maria SEBASTIÁN HOLZ Cantor JUAN VITALI El Duende Quinteto Fundacion Astor Piazzolla Nicolás Guershberg, piano Sergio Rivas, contrabasso Pablo Mainetti, bandoneón Germán Martinez, chitarra Sebastían Prusak, violino Ensemble Fundacion Astor Piazzolla Pablo La Porta, batteria/percussioni Fabián Keoroglanian, vifrafono/xilofono Diego Tejedor, violino Néstor Tedesco, violoncello Gabriel Falconi, viola Julián Vat, flauto Coro Ariel Morea Salvador Andrés Suriano Filomena Andrea Karina Pablo Enrique Oliver Cristina Caprarulo Morgana Marchesi Direzione musicale JULIAN VAT Maestro del coro CRISTINA CASAL Direzione artistica generale e costumi: LAURA ESCALADA PIAZZOLLA Quinteto Fundaciòn Astor Piazzolla Nicolas Guerschberg, pianoforte German Martinez, chitarra Marisa Hurtado, contrabbasso Sebastian Prusak, violino Pablo Mainetti, bandoneón Il Quinteto Fundaciòn Astor Piazzolla è formato da cinque giovani musicisti che hanno dedicato la loro vita musicale all’esecuzione della musica del Maestro Astor Piazzolla, esecutori raffinati delle partiture originali del Maestro oltre ad essere l’unico quintetto al mondo che può vantare il nome del popolarissimo musicista e compositore argentino. Hernan Possetti, piano – Marisa Hurtado, contrabbasso – Sebastian Prusak, violino – German Martinez, chitarra – Pablo Mainetti, bandoneòn sono i musicisti che compongono l’Ensemble, scelti dalla vedova e dal figlio di Piazzolla tra i migliori solisti argentini contemporanei. Il giornale “La Naciòn” di loro scrive che esiste una sorprendente identificazione di questi musicisti con lo stile e l’estetica del Maestro. Questo quintetto ha dato prova del suo talento e del rispetto per l’impronta piazzollana a partire dal ritmo, dall’enfasi poderosa, dallo stile “fugato” di “Primavera Portena” in cui si cela un’infinita e recondita nostalgia. I tre fondamentali supporti del fraseggio musicale, il bandoneòn, il violino e il pianoforte, comunicano la vibrazione originale delle partiture, imbevuti della tecnica e dell’espressione di Piazzolla nel tentativo di trasmettere la sua insita musicalità. Con questa formazione il quintetto si è esibito nei principali teatri e auditori di Buenos Aires, negli Stati Uniti, in Spagna, in Portogallo, in Israele, in Uruguay e in Italia. Vantano inoltre una preziosa collaborazione con il più importante ballerino argentino Julio Bocca. |
| Grazie a www.biografieonline.it |
| Astor Piazzolla 11 marzo 1921 4 luglio 1992 Rivoluzione del tango Astor Piazzolla nelle opere letterarie Visita la discografia di Astor Piazzolla Astor Piazzolla Questo straordinario genio musicale, l'uomo che ha rivoluzionato il tango e che ha dato nuova vita e nobiltà a questo genere di musica nacque il giorno 11 marzo 1921 a Mar del Plata, in Argentina (non poteva essere altrimenti). Nel 1924 si trasferisce con la sua famiglia a New York per poi tornare nuovamente nel Sud America nel '36, questa volta a Buenos Aires. Qui, ancora giovanissimo, intraprende la carriera musicale. Riconosciuto da subito come uno straordinario solista di bandonèon (strumento a lamella libera, simile alla fisarmonica, paradossalmente nato in Germania a differenza del luogo comune che lo vuole tipicamente argentino), inizia la sua avventura in un’orchestra che si esibiva nei locali notturni della città, per poi "evolversi" e intraprendere una proficua attività di compositore accademico, temprata dalle lezioni parigine di Nadia Boulanger, generosa mentore di innumerevoli musicisti del Novecento, e da quelle del grande connazionale Alberto Ginastera. Ma la sua vera aspirazione è quella di suonare il tango: è quella la musica che lui sente veramente, tanto che i suoi stessi insegnanti lo spingono in quella direzione. Quando fa dunque ritorno in Argentina, nel 1955, il suo bagaglio è straordinariamente ricco e la sua preparazione di altissimo livello; una preparazione assai rara da trovare nei musicisti di estrazione "popolare". Tutto questo non si può dimenticare quando si ascolta la sua musica. L'amore per l'Europa, la sua aspirazione ad un linguaggio complesso e sofisticato, l'omaggio che il musicista implicitamente desidera attribuire ai maggiori compositori di sempre, da lui profondamente amati, sono elementi imprescindibili del suo far musica. E i risultati lo hanno storicamente premiato di tanto sforzo. Mai si era sentita una musica così commossa, intrisa di malinconia ma anche capace di inaspettata aggressività e vitalità. Insomma, Piazzolla, grazie agli spettacoli realizzati in Argentina cominciò a dar vita, con la formazione dell’Octeto Buenos Aires, a quello che fu definito il “nuovo tango”, rivoluzionario nella forma e nei colori rispetto al tradizionale tango argentino. Il linguaggio ritmico, lo spirito fortemente drammatico e passionale, i vividi colori sono gli elementi fondamentali a cui quali Piazzolla si ispira per creare composizioni "quasi" classiche per struttura ed elaborazione, servendosi di tutti gli strumenti espressivi della musica "colta" e del jazz. Naturalmente, questo non mancò di suscitare rimostranze e disapprovazione da parte di alcuni conservatori, senza capire che in realtà l'arte di Piazzolla collocava il Tango definitivamente al di là del tempo e dello spazio, offrendo una dimensione colta e assolutamente nobile a quella tradizione. Piazzola creò all'uopo un ensemble completamente strumentale, comprensivo di bandoneon , di pianoforte, violini, violoncello, contrabbasso e chitarra . Copiosissima fu la sua produzione nel periodo argentino e in quelli che seguirono. Fra i suoi titoli più famosi citiamo “Concierto para Quinteto", "Adiós Nonino", "Libertango", la serie "Las cuatro estaciones porteñas", "Tristezas de un Doble A", "Soledad", "Muerte del Angel", "Tanguedia", "Violentango", "Tango apasionado" , "Five Tango Sensations" e moltissimi altri, a cui si aggiungono le numerose colonna sonore realizzate. Ma ha anche realizzato una stupenda opera teatrale "Maria di Buenos Aires", che ha tutte le caratteristiche inconfondibili della sua arte. Oggi Piazzolla è ritenuto a tutti gli effetti uno dei più grandi compositori del Novecento e gode di stima e fama in tutto il mondo. Le sue composizioni sono interpretate da grandi orchestre e da famosi musicisti classici, oltrechè da numerosi jazzisti. Con la sua opera, il passionale musicista argentino ha dimostrato che il tango può essere un'espressione eterna dello spirito umano. Malato di cuore, Astor Piazzola si è spento il 4 luglio del 1992. ultimo aggiornamento: 14/03/2003 Astor Piazzolla nelle opere letterarie Visita la discografia di Astor Piazzolla Tesi di laurea correlate * Introduzione al linguaggio cinematografico di Marco Bellocchio: immagine, testo e musica |