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Gioachino Rossini
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Gioachino Rossini
Gioachino Rossini, o
Gioacchino, all'anagrafe Giovacchino Antonio Rossini[1]
(Pesaro,
29
febbraio 1792
– Parigi,
13
novembre 1868),
è stato un
compositore
italiano.
La sua attività ha spaziato attraverso vari generi
musicali, ma è ricordato soprattutto come uno tra i più grandi compositori
di
opere liriche per il
teatro.
Alla sua figura è dedicato l'annuale
Rossini Opera Festival e la sua opera è tutelata dalla
Fondazione Rossini di Pesaro.
La prima parte della sua vita fu come uno dei suoi
celeberrimi, travolgenti crescendo (compose la prima
opera all'età di quattordici anni); poi - come per iniziare una
seconda esistenza - vennero il precoce ed improvviso abbandono del
teatro,
la
depressione e il ritiro nella pace della campagna
parigina
di
Passy, con molte pagine di musica ancora da scrivere.
Nato tre mesi dopo la morte di
Wolfgang Amadeus Mozart, il Cigno di Pesaro - come fu definito -
impresse al
melodramma uno stile destinato a far epoca e del quale chiunque, dopo
di lui, avrebbe dovuto tener conto; musicò decine di opere liriche senza
limite di genere, dalle farse alle commedie, dalle tragedie alle opere
serie e semiserie.
La sua famiglia era di semplici origini: il padre
Giuseppe - detto Vivazza (morto il
20
aprile 1839)
- fervente sostenitore della
Rivoluzione francese, era originario di
Lugo (Ravenna) e suonava per professione nella banda cittadina e nelle
orchestre locali che appoggiavano le truppe francesi d'occupazione; la
madre, Anna Guidarini, era nata ad
Urbino ed
era una cantante di discreta bravura. In ragione delle idee politiche del
padre, la famiglia Rossini fu costretta a frequenti trasferimenti da una
città
all'altra dell'Emilia-Romagna.
Così il giovane Rossini trascorre gli anni della
giovinezza o presso la nonna o in viaggio fra
Ravenna,
Ferrara
e Bologna
dove il padre era riparato nel tentativo di sfuggire alla cattura dopo il
restauro del governo pontificio. Ed è proprio a Bologna, dopo aver appreso
qualche rudimento dai fratelli Malerbi a
Lugo, che si avvicina alla musica ed in particolare allo studio del
canto (fu
contralto e cantore all'Accademia
filarmonica) e della
spinetta
presso Giuseppe Prinetti, suo primo maestro.
È il
1800 e
Rossini ha otto anni; a quattordici (1806),
si iscrive al
Liceo musicale bolognese, studia intensamente composizione
appassionandosi alle pagine di
Haydn e di Mozart (è in questo periodo che si guadagna l'appellativo
di tedeschino), mostrando grande ammirazione per le opere di
Cimarosa e scrive la sua prima opera (Demetrio
e Polibio, che sarà rappresentata però soltanto nel
1812).
Conosce
Isabella Colbran, cantante lirica, maggiore di età, che sposerà a
Castenaso il
16 marzo
1822 e da cui
si separerà intorno al
1830.
Viaggio nel melodramma
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A neanche vent'anni tre sue opere sono già state
rappresentate e la quota, un anno dopo, salirà a dieci. L'esordio
ufficiale sulle scene era avvenuto nel
1810 al
Teatro San Moisè di
Venezia
con
La cambiale di matrimonio.
Nel ventennio successivo Rossini compose una
quarantina di opere, arrivando anche a presentarne al pubblico 4 o 5 in
uno stesso anno; in occasione delle prime rappresentazioni dei suoi
lavori, il pubblico italiano gli riserverà accoglienze controverse. Si
passò infatti da straordinari successi (La
pietra del paragone,
La gazza ladra,
Zelmira,
Semiramide) ad accoglienze freddine e perfino a clamorosi insuccessi,
tra i quali è divenuto storico quello del
Barbiere di Siviglia, in occasione della cui "prima" al
Teatro Argentina di
Roma, nel
1816 , vi
furono addirittura dei tafferugli, causati con ogni probabilità dai
detrattori del Maestro pesarese; l'opera ebbe infatti un grande successo
pochi giorni più tardi.
Semiramide (1823)
fu l'ultima opera di Rossini a debuttare in Italia. Successivamente il
compositore si trasferì a
Parigi,
dove le sue opere furono accolte quasi sempre in modo trionfale.
Guglielmo Tell - rappresentato a
Parigi il
3 agosto
1829 con il
titolo francese di Guillaume Tell - sarà la sua ultima opera.
|
Un uomo da invidiare, parola di Stendhal |
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Gioachino Rossini è stato ed è molto amato anche
all'estero; sulla sua figura sono stati scritti numerosi libri e
biografie. Celeberrima, anche se - a detta di molti critici - del
tutto inattendibile, è la Vita di Rossini scritta da
Stendhal, quando il compositore aveva trentadue anni. Si
legge nella prefazione:
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« È
difficile scrivere la storia di un uomo ancora vivo ... Lo invidio
più di chiunque abbia vinto il primo premio in denaro alla
lotteria della natura ... A differenza di quello, egli ha vinto un
nome imperituro, il genio e, soprattutto, la felicità. » |
| |
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Sei movimenti del suo
Stabat Mater furono scritti nel
1832 e il
resto fu completato nel
1839, anno
della morte del padre.
Il successo di quest'opera regge il confronto con quelli ottenuti nel
campo dell'opera lirica; ma è la ridotta produzione nel periodo che va dal
1832 alla sua
morte, avvenuta nel
1868, a
rendere la biografia di Rossini simile alla narrazione di due vite
diverse: la vita del trionfo veloce ed immediato, e la lunga vita
appartata e oziosa, nella quale i biografi hanno immortalato il
compositore. Negli ultimi anni egli compose infatti solo pochissimi
lavori, tra cui la memorabile
Petite messe solennelle.
Tra pigrizia e peccati senili
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Rossini, uomo dalle mille sfaccettature, è stato
descritto dai numerosi biografi in molte maniere: ipocondriaco, umorale e
collerico oppure preda di profonde crisi depressive, ma pure gioviale bon
vivant amante della buona tavola e delle belle donne; spesso è stato
ritenuto afflitto da pigrizia, ma la sua produzione musicale, alla fine,
si rivelerà incomparabile (sebbene arricchita da numerosi centoni, brani
musicati precedentemente e riutilizzati per nuove opere che il compositore
prestava a se stesso in una sorta di auto-plagio).
Rossini smise di comporre per il teatro lirico
all'età di trentasette anni, dopo il Guglielmo Tell, ritirandosi dalla
mondanità a vita privata. Nonostante ciò continuò fino all'ultimo a
comporre musica, per sé, per
Olympe Pélissier (sposata in seconde nozze nel
1846, dopo la
morte della Colbran, avvenuta l'anno prima) e per gli amici.
Tra le ultime opere composte occorre ricordare la
versione definitiva dello
Stabat mater (1841)
ed innumerevoli brani di musica da camera, sonate e composizioni per
pianoforte solo o con voce solista, come nel caso delle
Soirées musicales (pubblicate nel
1835).
Nella produzione dell'ultimo Rossini ci sarà inoltre
spazio anche per quelli che egli stesso definì autoironicamente i suoi
«Péchés de vieillesse», semplici senili debolezze. L'ultima sua
composizione di rilievo fu la
Petite messe solennelle (1863)
per dodici cantori di tre sessi, uomini, donne e castrati, due pianoforte
ed armonium.
L'autore di opere come
Il barbiere di Siviglia,
La Cenerentola,
Semiramide,
Tancredi,
La gazza ladra e
Le Comte Ory (solo per citarne alcune) si spense per una forma
tumorale nella sua villa di Passy, presso Parigi. I francesi - ma non solo
- si stavano preparando a festeggiare il suo settantasettesimo compleanno.
Le sue spoglie furono tumulate nel cimitero parigino
Père Lachaise e portate in Italia solo nel
1887, nove
anni dopo la morte della Pélissier. Riposano nella basilica di
Santa Croce, a
Firenze.
Rossini ha lasciato ogni suo bene alla città natale,
Pesaro,
nella quale è attivo ancor oggi un importante
Conservatorio a lui intitolato.
Perché Rossini lasciò il teatro
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Molti storici della musica si sono interrogati sulle
cause del suo ritiro. Probabilmente, all'origine di questa inaspettata
scelta v'è l'incompatibilità tra Rossini e l'estetica romantica.
All'esaltazione della forza trascinante del sentimento e l'identificazione
coi personaggi, il pesarese contrappone, difatti, un settecentesco
distacco razionale.
Molti critici hanno, comunque, fatto notare numerosi
elementi romantici all'interno del suo Guglielmo Tell, come il soggetto
storico-patriottico (la lotta per l'indipendenza degli Svizzeri dagli
Austriaci nel XIV secolo), l'utilizzo di elementi
folcloristici (come l'inserimento nell'organico orchestrale dei
richiami svizzeri per le vacche, o ranz des vaches), e la grande
importanza affidata al coro. Forse, Rossini, prima di andarsene, volle
dimostrare che, se avesse voluto, avrebbe potuto dominare anche lo stile
romantico.
La Rossini-Renaissance
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Dai primi
anni
settanta ad oggi sta prendendo campo una rivalutazione delle opere del
compositore pesarese, in particolare dei suoi melodrammi seri, una
riscoperta che ha dato vita alla cosiddetta Rossini-renaissance.
I suoi capolavori, alcuni dei quali riportati in auge
un paio di decenni prima con la interpretazione di
Maria Callas, sia pure in edizioni tutt'altro che filologiche, sono
rientrati ormai in repertorio e vengono rappresentati dai maggiori teatri
lirici del mondo.
A
Pesaro
viene organizzato annualmente il
Rossini Opera Festival: appassionati da tutto il mondo giungono
appositamente per ascoltare opere del maestro eseguite filologicamente.
Le ricette del Rossini bon vivant
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Rossini era un amante della buona cucina. Sin da
bambino - secondo i suoi biografi - avrebbe fatto il
chierichetto essenzialmente per poter bere qualche ultima goccia del
vino contenuto nel calice del prete. Ma, lo si capisce facilmente, questa
asserzione - pure riportata in passato - ha il sapore della leggenda che,
nel tempo, si è costruita attorno ad un personaggio sicuramente dalle
molte sfaccettature e ricco di ironica originalità.
Una delle frasi che gli vengono attribuite e che, per
questo aspetto, meglio lo definiscono è quella secondo cui l'appetito è
per lo stomaco quello che l'amore è per il cuore. Non conosco - soleva
aggiungere - un lavoro migliore del mangiare.
Il compositore era spesso alla ricerca di prodotti di
ottima qualità che faceva giungere da diversi luoghi: da
Gorgonzola l'omonimo
formaggio, da
Milano il
panettone, ecc.
Una delle ricette che Rossini amava di più è
l'insalata che aveva personalmente ideato, composta da
mostarda,
limone, pepe,
sale,
olio d'oliva e
tartufo.
Nel libro "Con sette note", di Edoardo Mottini, è
scritto che un ammiratore - vedendolo così ilare e pacifico - chiese al
maestro se egli non avesse mai pianto in vita sua: "Sì", gli rispose, "una
sera, in barca, sul
lago di Como. Si stava per cenare e io maneggiavo uno stupendo
tacchino farcito di tartufi. Quella volta ho pianto proprio di gusto: il
tacchino mi è sfuggito ed è caduto nel lago!"
Francesco Hayez, Ritratto
di Gioachino Rossini (1870).
Pinacoteca di Brera, Milano
|
Tomba di Gioachino Rossini al Père Lachaise fino
al 1887.
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Rossini in un'immagine della maturità.
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Tra parentesi luogo e data della prima
rappresentazione
-
Demetrio e Polibio (composta
dall'autore nel 1806 ma rappresentata al
Teatro Valle, Roma, il 18 maggio 1812)
-
La cambiale di matrimonio (Teatro
San Moisè, Venezia, 3 novembre 1810, sua prima opera
rappresentata)
-
L'equivoco stravagante (Teatro
del Corso, Bologna, 26 ottobre 1811)
-
L'inganno felice (Teatro San
Moisè, Venezia 8 gennaio 1812)
-
Ciro in Babilonia, o sia La caduta di Baldassare
(Teatro
comunale di Ferrara, Ferrara, 14 marzo 1812)
-
La scala di seta (Teatro San
Moisè, Venezia, 9 maggio 1812)
-
La pietra del paragone (Teatro
alla Scala,
Milano,
26 settembre 1812)
-
L'occasione fa il ladro, ossia Il cambio della valigia
(Teatro San Moisè, Venezia, 24 novembre 1812)
-
Il signor Bruschino, ossia Il figlio per azzardo
(Teatro San Moisè, Venezia, 27 gennaio 1813)
-
Tancredi (Teatro La Fenice,
Venezia, 6 febbraio 1813)
-
L'Italiana in Algeri (Teatro
San Benedetto, Venezia, 22 maggio 1813)
-
Aureliano in Palmira (Teatro
alla Scala, Milano, 26 dicembre 1813)
-
Il Turco in Italia (Teatro
alla Scala, Milano, 14 agosto 1814)
-
Sigismondo (Teatro
La Fenice, Venezia,26 dicembre 1814)
-
Elisabetta, regina d'Inghilterra
(Teatro
San Carlo, Napoli, 4 ottobre 1815)
-
Torvaldo e Dorliska (Teatro
Valle, Roma 26 dicembre 1815)
-
Il barbiere di Siviglia,
Almaviva, o sia l'inutile precauzione (Teatro
Argentina, Roma, 20 febbraio 1816)
-
La gazzetta (Teatro
de' Fiorentini, Napoli , 26 settembre 1816)
-
Otello, ossia Il moro di
Venezia (Teatro
del Fondo, Napoli , 4 dicembre 1816)
-
La Cenerentola, ossia La
bontà in trionfo (Teatro Valle, Roma, 25 gennaio 1817)
-
La gazza ladra (Teatro alla
Scala, Milano, 31 maggio 1817)
-
Armida (Teatro San Carlo,
Napoli, 11 novembre 1817)
-
Adelaide di Borgogna (Teatro
Argentina, Roma, 27 dicembre 1817)
-
Mosè in Egitto (Teatro San
Carlo, Napoli, 5 marzo 1818)
-
Adina, ossia Il Califfo di Bagdad
(Teatro Reale San Carlo, Lisbona, 22 giugno 1826, composta nel 1818)
-
Ricciardo e Zoraide (Teatro
San Carlo, Napoli , 3 dicembre 1818)
-
Ermione (Teatro San Carlo,
Napoli , 27 marzo 1819)
-
Eduardo e Cristina (Teatro
San Benedetto, Venezia, 24 aprile 1819)
-
La donna del lago (Teatro San
Carlo, Napoli, 24 ottobre 1819)
-
Bianca e Falliero, o sia Il consiglio dei Tre
(Teatro alla Scala, Milano, 26 dicembre 1819)
-
Maometto secondo (Teatro San
Carlo, Napoli, 3 dicembre 1820)
-
Matilde di Shabran, o sia Bellezza e cuor di ferro
(Teatro
Apollo, Roma , 24 febbraio 1821)
-
Zelmira (Teatro San Carlo,
Napoli, 16 dicembre 1822)
-
Semiramide (Teatro
La Fenice, Venezia, 3 febbraio 1823)
-
Ugo, Re d'Italia (progettata
a Londra nel 1824, forse ne compose un atto - perduta)
-
Il viaggio a Reims, ossia
L'albergo del giglio d'oro (Teatro
degli Italiani, Parigi, 19 giugno 1825)
-
Ivanhoé (Teatro de l'Odéon,
Parigi 15 settembre 1826, pastiche)
-
Le siège de Corinthe -
rifacimento di Maometto secondo (Teatro
dell'Accademia Reale di Musica, Parigi, 9 ottobre 1826)
-
Moïse et Pharaon, ou Le
passage de la Mer Rouge - rifacimento di Mosè in Egitto (Teatro
dell'Accademia Reale di Musica, Parigi, 26 marzo 1827)
-
Le Comte Ory (Teatro
dell'Accademia Reale di Musica, Parigi, 20 agosto 1828)
-
Guillaume Tell (Teatro
dell'Accademia Reale di Musica, Parigi, 3 agosto 1829)
-
Robert Bruce - pastiche con
musiche di Rossini sulla figura di
Roberto I di Scozia (Teatro dell'Accademia Reale di Musica, Parigi
3 dicembre 1846)
Musiche di scena
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- Il pianto d'Armonia sulla morte di Orfeo (1808)
- La morte di Didone (forse 1811 eseguita nel
1818)
- Dalle quiete e pallid' ombre (1812)
- Egle ed Irene (1814) conosciuta anche come Non
posso , oh Dio, resistere
- L'Aurora (1815)
- Le nozze di Teti, e di Peleo (prima esecuzione
1816)
- Omaggio umiliato a Sua Maestà dagli... ( prima
esecuzione 1819)
- Cantata da eseguirsi la sera del dì 9 maggio
1819... (esecuzione 09/05/1819)
- La riconoscenza (1821)
- La Santa Alleanza (1822)
- Il vero omaggio (1822)
- Omaggio pastorale (1823)
- Il pianto delle Muse in morte di Lory Byron
(1824)
- Cantata per il battesimo del figlio del
banchiere Aguado (1827)
-
Giovanna D'Arco (1832)
- Cantata in onore del Sommo Pontefice Pio Nono
(composta 1846, prima esecuzione 01/01/1847)
- Inno dell'Indipendenza: ("Sorgi, Italia, venuta
è già l'ora") (1815)
- De l'Italie et de la France (1825)
- Coro in onore del Marchese Sampieri (1830)
- Coro per il terzo centenario della nascita del
Tasso ("Santo Genio de l'itala terra") (1844)
- Grido di Esultazione Riconoscente al Sommo
Pontefice Pio IX ("Su fratelli, letizia si canti") (1846)
- Coro delle Guardia Civica di Bologna ("Segna
Iddio né suoi confini") (1848)
- Inno alla Pace ("È foriera la Pace ai mortali")
(1850)
- Hymne à Napoléon III et à son Vaillant Peuple
("Dieu tout puissant") (1867)
- Messa (Bologna 1808)
- Messa (Ravenna 1808)
- Messa (Rimini 1809) (di dubbia autenticità)
- Messa (Lugo primi anni dell'800)
- Laudamus
- Quoniam (1813)
- Miserere
-
Messa di Gloria,
Napoli
1820
- Preghiera ("Deh tu pietoso cielo")
(probabilmente 1820)
- Tantum ergo (1824)
-
Stabat Mater (1832/42)
- Trois Chœure religieux: La Foi, L'Espérance, La
Charité (1844)
- Tantum ergo (1847)
- O Salutaris Hostia (1857)
- Laus Deo (1861)
-
Petite Messe Solennelle
(1863)
- Dixit Domino dubbia autenticità.
- Se il vuol la molinara (1801)
- Dolce aurette che spirate (1810)
- La mia pace io già perdei (1812)
- Qual voce, quai note (1813)
- Alla voce della gloria (1813)
- Amore mi assisti
- Pezzi per il Quinto Fabio (1817)
- Il Trovatore ("Chi m'ascolta il canto usato")
(probabilmente 1818)
- Il Carnevale di Venezia ("Siamo ciechi, siamo
nati") (1821)
- Beltà crudele" ("Amori scendete propizi al mio
cuore") (1821)
- Canzonetta Spagnuola ("En medio a mis colores" o
"Piangea un dì pensando") (1821)
- Infelice ch'io son (1821)
- Addio ai Viennesi ("Da voi parto, amate sponde")
(1822)
- Dall'oriente l'astro del giorno (1824)
- Ridiamo, cantiamo che tutto sen va (1824)
- In giorno sì bello
- Tre Quartetti da Camera
- Les Adieux à Rome ("Rome pour la dernière fois")
- Orage et Beau Temps ("Sur le flots incostants")
(1829-30)
- La passeggiata (Anacreontica) ("Or che di fior
adorno") (1831)
- La Dichiarazione ("Ch'io mai vi possa lasciar
d'amare") (probabilmente 1834)
-
Soirées Musicales Collezione
di 8 ariette e 4 duetti. (1830-1835)
- Deux Nocturnes (1835 circa)
- Nizza ("Nizza, je puis sans peine") (1836 circa)
- L'ame délaissée ("Mon bien aimé") (probabilmente
1844)
- Francesca da Rimini ("Farò come colui che piange
e dice") (1848)
- La separazione ("Muto rimase il labbro")
(probabilmente 1857)
- Deux Nouvelles Compositions (circa 1861)
Musica strumentale
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-
Sei sonate a quattro (1804)
- Duetti per corno
- Sinfonia in Re maggiore (1808)
- Sinfonia in Mi bemolle maggiore (1809)
- Variazioni in Fa maggiore a più strumenti
obbligati (1809)
- Variazioni in Do maggiore per clarinetto
obbligato e orchestra (1809)
- Andante e tema con variazioni (probabilmente
1812)
- Andante e tema con variazioni per arpa e violino
(probabilmente 1815-22)
- Passo doppio per banda militare (1822)
- Valzer in Mi bemolle maggiore (1823)
- Serenata (1823)
- Duetto per violoncello e contrabbasso (1824)
- Rendez-vous de chasse (1828)
- Fantasie pour piano et clarinette (1829)
- Mariage de S.A.R. le Duc d'Orléans; Trois
marches militaires (1837)
- Scherzo per pianoforte, in la minore (1843 e
1850)
- Tema originale di Rossini variato per violino da
Giovacchino Giovacchini (1845)
- Marcia (pas-redoublé) (1852)
- Thème de Rossini suivi de deux variations et
coda par Moscheles Pere (1860)
- La Corona d'Italia (1868)
Péchés
de vieillesse [modifica]
I cosiddetti Péchés de vieillesse sono costituiti da
una raccolta di vari pezzi distribuiti in 14 volumi:
- Volume I - Album italiano
- Volume II - Album francese
- Volume III - Morceaux reséservés
- Volume IV - Quatre hors d'oeuvres et quadre
mediantes
- Volume V - Album poour les enfants adolescents
- Volume VI - Album pour les enfants dégourdis
- Volume VII - Album de chaumière
- Volume VIII - Album de château
- Volume IX - Album pour piano, violon, violoncello,
harmonium et cor
- Volume X - Miscellanée pour piano
- Volume XI - Miscellanée de musique vocale
- Volume XII - Qulques rien pour album
- Volume XIII - Musique anodine
- Volume XIV - ulteriori Pechés de vieillesse
-
^ Sull'atto di battesimo
il nome è "Giovacchino Antonio", ma Rossini preferì la grafia
"Gioachino", e più raramente "Gioacchino", mentre quasi sempre si
firmava "G. Rossini".
-
Giuseppe Carpani, Le
rossiniane, Padova 1824 (libro usato da Stendhal per la biografia di
Rossini)
-
Stendhal, Vie de Rossini, Paris
1824; traduzione italiana: Vita di Rossini,
EDT, Torino 1992
-
Giuseppe Radiciotti, Gioacchino
Rossini: vita documentata, opere ed influenza su l'arte, Tivoli
1927-1929
-
Luigi Rognoni, Gioacchino
Rossini, Parma 1956; terza ed ultima revisione Einaudi, Torino, 1977
-
Riccardo Bacchelli, Rossini e
saggi musicali, Milano, 1968
-
Bruno Cagli,
Philip Gossett,
Alberto Zedda, Criteri per l'edizione critica delle opere di
Gioachino Rossini, in «Bollettino del Centro rossiniano di studi», n. 1,
1974
-
Frederic Vitoux, Gioacchino
Rossini, Mazarine, Parigi 1982
-
Alessandro Baricco, Il genio in
fuga: due saggi sul teatro musicale di Gioachino Rossini, Il Melangolo,
Genova 1988; rist. Einaudi, Torino
1997
-
Richard Osborne, Rossini,
Londra 1986, nuova ed. Boston 1991
-
Fedele D'Amico, Il teatro di
Rossini, Il Mulino, Bologna 1992 -
ISBN 8815034595
-
Philip Gossett, voce Rossini,
Gioachino del
New Grove Dictionary of Music and Musicians, traduzione italiana in
Philip Gossett, William Ashbrook, Julian Budden, Friedrich Lippmann,
Rossini Donizetti Bellini, Milano, Ricordi, 1995
- Gioachino Rossini, Lettere e documenti, tre volumi
a cura di Bruno Cagli e Sergio Ragni: vol. I Urbino 1992, vol. II Urbino
1996, vol. III Urbino 2000
-
Eduardo Rescigno, Dizionario
rossiniano, Milano 2002
- Bollettino del Centro rossiniano di studi,
1955-60, 1967-2006.
- A cura di Piero Mioli, con introduzione di Paolo
Fabbri (edizione integrale in due volumi), Gioachino Rossini - Tutti i
libretti d'opera,
Newton&Compton, Milano, 1997 -
ISBN 8881838052 -
ISBN 8881838060
- AA.VV. (a cura di Michele Porzio), Dizionario
dell'opera lirica, collana Oscar
Mondadori, Milano, 1991 (con schede riguardanti venti opere di
Rossini, indicato come Gioachino nell'indice e Gioacchino nelle schede)
-
ISBN 8804352841
- A cura dell'assessorato alla Cultura del Comune di
Pesaro, Casa Rossini - Rossini's House, guida breve che dà conto della
casa natale di Gioachino Rossini la cui storia ha inizio oltre
cinquecento anni fa, Pesaro 2004
- Franco Panzini, Storia e restauro della casa
natale di Gioachino Rossini, Venezia 1992
- Hommage an Rossini : Katalog zur Ausstellung -
Omaggio a Rossini. Catalogo della mostra. Gioachino Rossini nei ritratti
d'epoca,
litografie, siderografie,
xilografie,
fotografie,
caricature e
cartoline raccolte da Reto Müller. Catalogo della mostra allestita
dalla Società tedesca Rossini in occasione del suo 10° anniversario,
Lipsia
1999 -
ISBN 3933240808
-
Vittorio Emiliani, Il furore e
il silenzio. Vita di Gioachino Rossini,
il
Mulino, Bologna 2007,
ISBN 8815116168
Voci
correlate
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Altri
progetti
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Collegamenti esterni
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