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Lo spazio inverso (1985)
Autore: SCIARRINO Salvatore

Canti senza parole
Interpreti:
CAROLI MARIO (flauto)
   
___________COMUNICATO STAMPA

Lunedì 14 settembre 2009 ore 17 - Museo Diocesano di Milano
Sala dell’Arciconfraternita, Milano

La musica per violoncello da Brahms a Sciarrino con Francesco Dillon e Emanuele Torquati

In collaborazione con Museo Diocesano di Milano

Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti un’ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.

Il concerto di Lunedì 14 settembre 2009 alle ore 17 nella Sala dell’Arciconfraternita del Museo Diocesano di Milano vede impegnato il duo Francesco Dillon al violoncello e Emanuele Torquati al pianoforte, con un programma in cui emergono alcune pagine particolarmente significative del repertorio, da Brahms a Zemlinsky, Webern fino a Sciarrino. Il filo conduttore è indubbiamente il lirismo che sottende a questi lavori e che trova le sue radici nella musica di Brahms.
Il brano di apertura è la Sonata per violoncello e pianoforte di Alexander von Zemlinsky, dalla forte ascendenza brahmsiana, ancora poco conosciuta, composta nel 1891 ma eseguita in tempi recenti solo nel 1984. L’essenziale è l’elemento fondante del secondo brano: Melancolia I, per violoncello e pianoforte di Sciarrino, di cui Dillon è stato allievo, composizione del 1980, che deve il suo titolo a una incisione di Albrecht Dürer. Lirismo e sinteticità, svincolati dalla tecnica tonale sono la cifra stilistica dei Tre piccoli pezzi per violoncello e pianoforte op. 11 di Webern, certamente influenzati dalle idee di Schönberg sulla musica come mezzo di comunicazione della dimensione interiore, in cui emergono sottili sfumature in grado di esprimere l’interiorità in una assorta contemplazione.
Il concerto si conclude con la Sonata in fa maggiore per violoncello e pianoforte op. 99 di Brahms, forse una delle opere più alte più alte del compositore, la cui cantabilità emerge fin dai registri più gravi del violoncello.

Il programma musicale:

Alexander von Zemlinsky
Sonata per violoncello e pianoforte

Salvatore Sciarrino
Melancolia I, per violoncello e pianoforte

Anton Webern
Tre piccoli pezzi per violoncello e pianoforte op. 11

Johannes Brahms
Sonata in fa maggiore per violoncello e pianoforte op. 99



Il lavoro di von Zemlinsky, erede ideale di Malher, grande amico di Schoenberg e direttore dell’Opera di stato di Praga, è ancora poco conosciuto e lo dimostra la Sonata per violoncello e pianoforte, composta nel 1891 ma eseguita in tempi recenti solo nel 1984, successivamente scomparsa e data per dispersa fino al 2000. Nonostante l’ammirazione di Brahms per il lavoro del giovane von Zemlinsky, il suo lavoro ha iniziato ad essere rivalutato solo a partire dalla fine degli anni Sessanta.

Melancolia I di Salvatore Sciarrino è invece una breve sonata per violoncello composta tra il 1980 e il 1982, prima della decisione del compositore di ritirarsi a Città di Castello al fine di dedicarsi completamente alla composizione e continuare la sua importante attività di pedagogo.

Regalo di compleanno per il padre Tre piccoli pezzi per violoncello e pianoforte op. 11 di Anton Webern del 1914, fu concepito inizialmente come una sola sonata. Sebbene non ancora dodecafonica la composizione, fortemente frammentata, è rappresentativa dello stile del grande musicista austriaco, che Boulez paragonava alla poesia giapponese

La Sonata n.2 in fa maggiore per violoncello e pianoforte op. 99 di Brahms composta nel 1886 durante un soggiorno estivo presso il lago di Thun , dal punto di vista musicale forse una delle estati più propizie per l’anziano compositore, è forse una delle sue opere più alte. L’opera venne eseguita a Vienna nel novembre dello stesso anno con Brahms stesso al pianoforte.

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Biografie

Francesco Dillon, violoncello
Francesco Dillon è nato a Torino nel 1973. Si è diplomato con il massimo dei voti al Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze sotto la guida di Andrea Nannoni.
Per tre anni è stato prima parte dell’Orchestra Giovanile Italiana e si è in seguito perfezionato con David Geringas, Mario Brunello e Amedeo Baldovino. Ha frequentato master class con Mstislav Rostropovich e Anner Bylsma ed è stato allievo, per la composizione, di Salvatore Sciarrino. Accanto all’attività solistica (ha suonato, fra le altre, con l’Orchestra nazionale della RAI, l’Orchestra Sinfonica Siciliana, l’Orchestra Haydn di Bolzano, l’Accademia i Filarmonici di Verona) svolge un’intensa attività cameristica con il Quartetto Prometeo in Italia e all’estero (tournée in Giappone, Polonia, Germania, Irlanda, Francia, Inghilterra, Belgio, Austria, Sudamerica, Albania) e, nel campo della musica contemporanea, si esibisce con l’Ensemble Alter-Ego suonando moltissime opere in prima esecuzione nei più importanti festival d’Europa e del mondo (Stockholm New Music, MaerzMusik, Festival Archipel, Ircam, Holland Festival, Romaeuropa Festival, Ultima Festival di Oslo, Wien Modern, Gaida Festival, Huddersfield Festival, Nous Sons a Barcellona, Taktlos a Berna, Biennale Musica a Venezia, Musica Electronica Nova a Wroclaw, Takefu, Ilkhoom a Tashkent e al Teatro S. Martin di Buenos Aires) e collaborando strettamente con compositori tra i quali Gavin Bryars, Luca Francesconi, Philip Glass, Vinko Globokar, Jonathan Harvey, Giya Kancheli, David Lang, Henri Pousseur, Steve Reich, Kaja Saariaho, Salvatore Sciarrino, John Zorn e con celebri musicisti elettronici quali Matmos, Pansonic, Scanner e Alva Noto.
Nel 1995 viene scelto da Giuseppe Sinopoli come violoncellista dei Solisti dell’ Accademia Filarmonica Romana.
Collabora abitualmente in formazioni di musica da camera con musicisti quali Arditti, Brunello, Carmignola, Campanella, Farulli, Geringas, Hagen, Lonquich, Lucchesini, Pace, Schmidt (quartetto Hagen) e Vernikov.
Ha vinto la Rassegna di violoncello di Vittorio Veneto (1994) e, col quartetto, premi alla “Primavera” di Praga, ARD Munich e Bordeaux.
Ha inciso per Aulos, Dynamic, Kairos, Ricordi, Sonoris, Stradivarius e Touch. Tra gli ultimi impegni discografici le prime incisioni della Ballata di Giacinto Scelsi e delle Variazioni di Salvatore Sciarrino con l’Orchestra nazionale della Rai, registrazione premiata con il prestigioso “Diapason d’Or” e il debutto del progetto di improvvisazione BOWLINE in duo col musicista portoghese David Maranha. Insegna alla Scuola di musica di Fiesole.

Emanuele Torquati, pianoforte
Emanuele Torquati è nato a Milano nel 1978 e ha portato a termine i suoi studi col massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze sotto la guida di Giancarlo Cardini.
Si è specializzato in musica da camera con Franco Rossi prima, con il Trio di Trieste poi, presso la Scuola Superiore Internazionale di Duino, conseguendovi il Diploma di merito. Parallelamente ha approfondito il repertorio solistico con Konstantin Bogino e Ian Pace, lavorando inoltre con Alexander Lonquich, Yvonne Loriod-Messiaen, Nicholas Hodges, Michael Wendeberg.
Vincitore di numerosi premi in Italia e all’estero, suona regolarmente in Europa, Canada e Stati Uniti, in centri musicali quali Vancouver, New York, Boston, Chicago, Lione, Lipsia, Monaco, Praga, Graz, Milano e Roma, per festival e rassegne quali MITO Settembre Musica, i Concerti del Quirinale, Estate Fiesolana, Festival Pontino, Klangspuren, Ferienkurse Darmstadt e Acanthes Paris.
La sua attività artistica è stata sostenuta da prestigiose istituzioni, quali Accademia Musicale Chigiana, Federazione CEMAT, DAAD Bonn, Ambassade de France en Italie, Universität für Musik und Darstellende Kunst Graz, New England Conservatore e International Ensemble Modern Academy.
Già artist in residence presso The Banff Centre nel 2008 con Voyage Messiaen (interamente dedicato al compositore nel centenario dalla nascita) vi tornerà nuovamente nel 2010 con “Intimate Sketches - Leos Janácek”, basato su quattro nuove commissioni (Brett Dean, Emanuele Casale, Miroslav Srnka e Inouk Demers).
La sua passione per la musica contemporanea lo ha portato ad eseguire in prima assoluta svariate opere cameristiche e per pianoforte solo e a lavorare intensamente con compositori di primo piano; ricordiamo, tra gli altri, Alessandro Solbiati, Sylvano Bussotti, Wolfgang Rihm, Kaija Saariaho, Beat Furrer, Jonathan Harvey, Brett Dean, e artisti quali Michael Gielen, Roberto Fabbriciani, Liliana Poli, Francesco Dillon, Susanne Linke, il Krater Ensemble e FontanaMIX.



Per informazioni:

Biglietteria MITO
Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.88464725
www.mitosettembremusica.it
Divertimento Ensemble

Direttore Artistico Sandro Gorli





COMUNICATO STAMPA



Monza – sabato 15 marzo, ore 19.30/21.00 – Teatrino di Corte della Villa Reale

Milano – domenica 16 marzo ore 17.00/18.00 – Palazzina Liberty



Incontro con Salvatore Sciarrino per la stagione RONDO’ a Milano e Monza

Sul programma del concerto musiche di Sciarrino, Mahler, De Falla



Il doppio appuntamento di sabato 15 e domenica 16 marzo, con lo stesso programma a Monza e a Milano, è sicuramente uno degli eventi di spicco della intensa stagione RONDO’ del Divertimento Ensemble di Milano, grazie alla presenza di Salvatore Sciarrino, uno dei compositori di maggior successo dei nostri giorni.



Salvatore Sciarrino presenta al pubblico la sua composizione Le voci sottovetro, che apre il programma della serata. Composta nel 1998 per voce e strumenti, l’idea per il lavoro nasce durante l’elaborazione musicale de Il tradimento per l’onore di Cicognini, nel quale riecheggiano le sanguinose vicende del compositore cinquecentesco Gesualdo da Venosa.

Il titolo Le voci sottovetro, può alludere a molte cose, alla chiusura in un vetro della voce quale essenza vitale, al gusto barocco della mostruosità e dello spettacolo, ma pone innanzi tutto la domanda “che cosa rimane dalle antiche voci? Le vedremo solo in trasparenza o riusciremo a percepirne un residuo, sia pure minimo, non ancora evaporato dal vaso ?” (Salvatore Sciarrino)

La parte del mezzosoprano sarà interpretata da Sonia Turchietta.



Il concerto prosegue poi con la versione per ensemble da camera e voce di baritono, nella trascrizione di Arnold Schoenberg, del breve ciclo di Gustav Mahler Lieder eines fahrenden Gesellen (Canti di un viandante). Si tratta del primo ciclo di Lieder, composto da Mahler nel biennio 1884-1885. I testi, scritti dallo stesso Mahler, sviluppano il tema del viaggiatore e viandante, - riallacciandosi alla tradizione romantica come la troviamo nei cicli “Schöne Müllerin” e “Winterreise” di Franz Schubert – che cerca amore e felicità, ma il cui cammino si configura sempre più impervio e – concretamente e metaforicamente – privo di speranza. I quattro Lider del ciclo saranno interpretate dal baritono Maurizio Leoni.



La seconda parte del concerto dedica ampio spazio al compositore spagnolo Manuel De Falla, con l’esecuzione de El retablo de maese Pedro (1919-1923), opera per marionette commissionata dalla principessa di Pestignac e tratto dal “Don Chisciotte”.

Protagonista dell’opera è il proprietario di un teatrino ambulante per marionette, mastro Pietro, che mette in scena una vicenda ambientata nel palazzo di Carlo Magno, a cui assiste – tra gli spettatori – Don Chisciotte. La vicenda si conclude con la distruzione del teatrino e delle marionette ad opera di Don Chisciotte che, non distinguendo più la realtà dalla finzione, spiega agli spettatori il motivo del nobile gesto con cui ha inteso salvare Melisendra, in ossequio al codice d’onore dei cavalieri erranti.

L’organico dell’orchestra del Retablo è di stampo neoclassico: ridotto per numero di strumenti e con il clavicembalo, strumento della tradizione colta per eccellenza, in posizione dominante. Nella musica di De Falla confluisce in effetti l’eredità della secolare tradizione musicale colta di una nazione che, dal Rinascimento in poi, ha visto sempre sedimentare un idioma musicale per vari aspetti vicino a quello popolare per espressività ed essenzialità.

Interpreti: Fabio Buonocore (mastro Pietro, tenore), Maurizio Leoni (Don Chisciotte, baritono) e Lorna Windsor (il ragazzo, soprano).



Il concerto sarà diretto da uno dei giovani direttori scelti all’interno del 6° Corso di direzione d’orchestra, organizzato in collaborazione con il CIDIM.



Programma:

Salvatore Sciarrino – Le voci sottovetro, per mezzosoprano e ensemble

Gustav Mahler – Lieder eines fahrenden Gesellen (trascr. Schönberg), per baritono e ensemble

Manuel De Falla – El Retablo de Maese Pedro, per baritono, tenore, soprano e ensemble



Monza, 15 marzo 2008 – ore 19.30/20.00/21.00 – Teatro di Corte, Villa Reale

ore 19.30 – incontro con Salvatore Sciarrino

ore 20.00 – contrappunto enogastronomico (Cena con degustazione nelle sale adiacenti il Teatrino)

ore 21.00 – concerto

Ingresso concerto e contrappunto enogastronomico: Intero Euro 25/ridotto Euro 18



Milano, 3 febbraio 2008 – ore 17.00/18.00 – Palazzina Liberty, Largo Marinai d’Italia

ore 17.00 – incontro con Salvatore Sciarrino

ore 18.00 – concerto

Ingresso: Intero Euro 12/ridotto Euro 8



Divertimento Ensemble

direttore selezionato fra gli allievi del 6° Corso di Direzione d’Orchestra

Fabio Buonocore, tenore

Maurizio Leoni, baritono

Lorna Windsor, soprano

Sonia Turchetta, mezzosoprano



in collaborazione con il 6° Corso di direzione d’orchestra

e con il CIDIM





Informazioni

Monza: Ufficio Cultura Comune di Monza, tel 039 2302 192

cultura@comune.monza.mi.it

Milano: Divertimento Ensemble, via Poggi 7, tel 334 1732 400

info@divertimentoensemble.it



Indirizzi

Teatrino di Corte della Villa Reale

Villa Reale, Monza



Palazzina Liberty

Largo Marinai d’Italia, Milano



Divertimento Ensemble

via Poggi 7 – 20131 Milano

tel 334 1732400

www.divertimentoensemble.it
info@divertimentoensemble.it

BIOGRAFIA:

DIVERTIMENTO ENSEMBLE

Fondato nel 1977 da alcuni solisti di fama internazionale e da alcune fra le prime parti delle due più importanti orchestre milanesi e sotto la direzione di Sandro Gorli, il Divertimento Ensemble si è rapidamente affermato in Italia e all'estero realizzando fino ad oggi più di 1000 concerti e 12 CD. Nel 1978, secondo anno di attività, è entrato nei prestigiosi cartelloni della Società del Quartetto di Milano e del Festival milanese Musica nel Nostro Tempo.

Oltre settanta compositori hanno dedicato nuove composizioni all'ensemble: questi e numerosi altri hanno contribuito a creare per il complesso un repertorio cameristico fra i più rappresentativi della nuova musica, non solo italiana.

Ha effettuato concerti in Francia, Spagna, Svizzera, Germania, Austria, Belgio, Olanda, Inghilterra, Iugoslavia, Polonia, Messico, Stati Uniti, Argentina, Giappone e Russia, oltre che nelle più importanti città italiane.

Nel 1981 ha debuttato al Teatro alla Scala di Milano con l'opera Il Sosia di Flavio Testi e con un concerto monografico dedicato ad Aldo Clementi. E’ tornato nel cartellone del Teatro alla Scala nel 1996, 1997 e nel 1998 con un concerto dedicato a Frank Zappa.

Presente nei maggiori festival di musica contemporanea in Europa, è stato invitato dalla Biennale di Venezia nel 1979, 1981, 1983, 1985, 1995, 2000, 2002 e 2005; vi tornerà nell’ottobre di quest’anno con un programma dedicato a giovani compositori italiani.

Fra le sue incisioni più recenti: l'opera Solo di Sandro Gorli (CD Ricordi), tre cd dedicati a Bruno Maderna: Satyricon (CD Salabert-Harmonia Mundi), Don Perlimplin (CD Stradivarius), Venetian Journal, Juilliard Serenade, Vier Briefe, Konzert für oboe und Kammerensemble (CD Stradivarius), un'antologia di giovani compositori italiani (CD Fonit Cetra) e due CD monografici dedicati a Giulio Castagnoli e ad Alessandro Solbiati (CD Stradivarius). Sono in preparazione due CD dedicati a Stefano Gervasoni e a Franco Donatoni.
Grazie a www.mitosettembremusica.it
_______COMUNICATO STAMPA

MITO SettembreMusica presenta

Giovedì 20 settembre – ore 16 / 17 – C“ Conservatorio di Milano, Sala Puccini

Omaggio a Salvatore Sciarrino

ore 16
Presentazione del volume
Come avvicinare il silenzio. La musica di Salvatore Sciarrino
di Marco Angius, edito da Rai Eri, in collaborazione con Rai Trade
Partecipano l'Autore, Mimma Guastoni, Enzo Restagno, Salvatore Sciarrino

ore 17
Österreichisches Ensemble für Neue Musik
Alberto Caprioli, direttore
Thomas E. Bauer, baritono

Maurice Ravel, Trois poèmes de Stéphane Mallarmé, per voce e ensemble
Salvatore Sciarrino Quaderno di strada, dodici canti e un proverbio per baritono e strumenti


L’uscita del recente libro di Marco Angius sulla musica di Salvatore Sciarrino fornisce il pretesto per questo binomio “incontro e concertoâ€, che oltre alle musiche di Sciarrino comprende anche le Trois poèmes de Stéphane Mallarmé, per voce e ensemble di Maurice Ravel.


Ascoltare la musica di Sciarrino, e più precisamente il Quaderno di strada eseguito nel concerto dall’Österreichisches Ensemble für Neue Musik diretto da Alberto Caprioli, vuol dire rendersi consapevoli del potere della suggestione. Oltre alla perfezione formale, la ricerca del timbro, l'originalità , questo brano esula dalla normale espressione delle note, conducendo l’ascoltatore ai limiti del silenzio, dove l’orecchio si affila e la mente si apre a ogni evento sonoro, come se lo udisse per la prima volta. La percezione viene così a rigenerarsi e l'ascolto diviene fortemente emozionale.


Salvatore Sciarrino comincia a comporre nel 1959. Primo concerto pubblico: 1962. Lascia la sua città nel 1969 per trasferirsi a Roma, poi a Milano (1977), infine a Città di Castello (1983) dove risiede. Quanto agli studi, Sciarrino non proviene dalla scuola musicale. Malgrado alcuni contatti importanti (con Antonino Titone, Turi Belfiore, Franco Evangelisti) egli è autodidatta, cioè formato direttamente sulle opere dei compositori moderni e antichi. Ha avuto numerosi riconoscimenti e a trent’anni è stato nominato Direttore artistico del Teatro Comunale di Bologna (1978-80). Tra gli ultimi premi ricevuti il Prix de Composition Musicale 2003 della Fondation Prince Pierre de Monaco per l'opera Macbeth (migliore novità del 2002) e il Premio Internazionale Feltrinelli 2003 che gli è stato consegnato il 14 novembre 2003. La stessa precocità con cui si era rivelato il suo inconfondibile stile ci consegna un catalogo eccezionalmente vasto e articolato. Notevole spazio occupa nella vita di Sciarrino l'attività didattica. Masterclass a parte: Professore nel Conservatorio dal 1974, ha insegnato a Milano, Perugia e Firenze; nel 1996 si ritira dalle istituzioni ufficiali. Non poca energia ha dedicato all'attività di teorico e divulgatore, ricordiamo qui Le figure della musica da Beethoven a oggi (Ricordi, 1998) e Carte da suono scritti 1981-2001 (CIDIM - Novecento, 2001).

MITO SettembreMusica

Conservatorio di Milano, Sala Puccini
ore 16
Presentazione del volume Come avvicinare il silenzio. La musica di Salvatore Sciarrino
di Marco Angius, edito da Rai Eri, in collaborazione con Rai Trade
ore 17
Österreichisches Ensemble für Neue Musik

Ingresso gratuito

I biglietti possono essere ritirati un’ora
prima dell’inizio presso la sede del concerto

Informazioni
Biglietteria Mito Urban Center
Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.36508343
(aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30)

www.mitosettembremusica.it 
Grazie a www.stradivarius.it

Latest/Ultima Uscita STR 33629 (New Cd)

Titolo: Animus anima (2000)

autore: FEDELE Ivan

anno di registrazione: 2001 2002

tipo di registrazione: Digitale

titolo: Tre canti senza pietre

L'alibi della parola

autore: SCIARRINO Salvatore

anno di registrazione: 2001 2002

tipo di registrazione: Digitale

titolo: Tu m'uccidi, o crudele

Languisce al fin

Al mio gloir il ciel si fa sereno

Dolcissima ma vita

O tenebroso giono

O voi, troppo felici

Felicissimo sonno

Ecco moriro' dunque! Ahi, gia' mi discoloro

autore: GESUALDO Don Carlo Principe di Venosa

anno di registrazione: 2001 2002

tipo di registrazione: Digitale

interprete: LUZ ANGELIKA (soprano)

LEITZ-LOREY SUSANNE (soprano)

STORZ SILKE (soprano)

FIELD STEPHANIE (mezzosoprano)

GLOGER DANIEL (controtenore)

STEIN BARBARA (contralto)

NAGY MARTIN (tenore)

WELLER ANDREAS (tenore)

ANZORENA GUILLERMO (baritono)

FISCHER ANDREAS (fagotto)

orchestra: NEUE VOCALSOLISTEN STUTTGART

data di pubblicazione: 11/10/2002

etichetta: STRADIVARIUS - Italia

numero di catalogo: STR 33629

prezzo: euro 14.98

sconto: 10%

CD contenuti nella confezione: 1

disponibilità: 24 ore

Stradivarius
è lieta di invitarLa
mercoledì 9 aprile 2003 alle ore 11.30
c/o La Feltrinelli Libri e Musica
Piazza Piemonte 2- Milano

alla presentazione del CD

fuoco e ghiaccio
madrigale
con musiche di
Sciarrino-Gesualdo-Fedele
eseguite dai Neue Vocalsolisten di Stoccarda


Intervengono:
Salvatore Sciarrino, Ivan Fedele
e Christine Fischer
Coordina:
Patrizia Luppi


SCIARRINO GESUALDO FEDELE: due "madrigalisti" contemporanei come Salvatore Sciarrino e Ivan Fedele, e Gesualdo da Venosa (1560 ca-1613), l’ultimo dei madrigalisti rinascimentali. Il trait d’union tra musica antica e quella contemporanea viene magistralmente sancito dai Neue Vocalsolisten di Stoccarda, uno dei migliori gruppi al mondo nell’ambito del repertorio vocale contemporaneo e attivo anche nell’interpretazione della polifonia del primo e tardo Rinascimento.

Sciarrino in "Tre canti senza pietre" (1999) e in "L’ Alibi della parola" (1994), usa la voce con un linguaggio non tradizionale: il silenzio circonda la pronuncia delle parole che appaiono frammentate e ordinate in una sintassi deforme; vengono sbriciolate e scomposte fino alle loro unità fonetiche minime enunciate in maniera rapida e meccanica. La pronuncia si disarticola, si sgretola separando i fonemi. Dal silenzio si staglia di volta in volta qualche lampo di suono, inafferrabile soffio e fruscio.

Nelle quattro parti di "Animus Anima" (2000) di Fedele, il testo di Giuliano Corti si limita ad utilizzare le sole parole, senza articoli, congiunzioni, pronomi che generano variazioni di senso, attraverso il gioco degli accostamenti, delle ripetizioni. Esse risultano voci, lemmi di un antico glossario di parole-cose sull’anima. Quattro sono le figure d’anima che hanno suggerito allo scrittore il testo: Eva, Psiche, Maria e Margherita.

Di don Carlo Gesualdo vengono presentati otto esempi della nutrita produzione di madrigali a 5 voci, fulcro della sua esperienza rivoluzionaria. Punto di partenza del linguaggio del compositore napoletano è il ritorno al cromatismo. Una musica che eludendo ogni simbolismo, mira all’espressione del sentimento più che alla descrizione e alla pittura musicale delle singole parole. Sono composizioni fatte di brevi frasi con uno stile vocale suggestivamente declamatorio.

Descrizione dell'Opera /Desciption of the Opera

Tre compositori uniti dal madrigale: due "madrigalisti" contemporanei come Salvatore Sciarrino e Ivan Fedele, e Gesualdo da Venosa (1560 ca-1613), l’ultimo dei madrigalisti rinascimentali. Il raccordo tra musica antica e quella di oggi viene magistralmente sancito dai Neue Vocalsolisten di Stoccarda, uno dei migliori gruppi al mondo nell’ambito del repertorio vocale contemporaneo, gruppo che, al suo interno, presenta un quintetto stabile attivo anche nell’interpretazione della polifonia del primo e tardo Rinascimento.

Sciarrino in "Tre canti senza pietre (1999) e in "L’ Alibi della parola" (1994), usa la voce con un linguaggio non tradizionale : il silenzio circonda la pronuncia delle parole che appaiono frammentate e ordinate in una sintassi deforme; vengono sbriciolate e scomposte fino alle loro unità fonetiche minime enunciate in maniera rapida e meccanica. La pronuncia si disarticola, si sgretola separando i fonemi.

Nelle quattro parti di "Animus Anima" (2000) di Fedele, il testo si limita ad utilizzare le sole parole, senza articoli, congiunzioni, pronomi che generano variazioni di senso, attraverso il gioco degli accostamenti, delle ripetizioni. Esse risultano voci, lemmi di un antico glossario di parole-cose sull’anima. Quattro sono le figure d’anima che hanno suggerito allo scrittore il testo: Eva, Psiche, Maria e Margherita.

Di Gesualdo vengono presentati otto esempi della nutrita produzione di madrigali a 5 voci che costituisce il fulcro della esperienza rivoluzionaria del compositore napoletano. Punto di partenza del linguaggio di Gesualdo è il ritorno al cromatismo. Una musica che eludendo ogni simbolismo, mira all’espressione del sentimento più che alla descrizione e alla pittura musicale delle singole parole. Sono composizioni fatte di brevi frasi con uno stile vocale suggestivamente declamatorio.

Biografia - Biography

Siciliano, Salvatore Sciarrino è una figura a parte rispetto agli altri musicisti contemporanei. Egli rappresenta una punta di originalità e insieme un momento di trasfigurazione della tradizione. Egli ha toccato tutti i generi di musica e forse ne ha intravisti di nuovi. Infatti le sue opere sono concepite e tagliate secondo un'acuta coscienza del fenomeno temporale.
Ascoltando la realtà con un orecchio d'insetto e uno da gigante, Sciarrino ce l'ha restituita in una nuvola di vento e pietra.
A lui dunque dovremmo attribuire un po' di merito fra coloro che hanno aperto uno spiraglio nella cultura ufficiale, riscoprendo la poesia del suono, del silenzio e del respiro umano.
Colpisce soprattutto l'immediatezza di questo linguaggio: appena inizia una sua composizione, si spalanca una porta, noi entriamo.

Nato a Palermo nel 1947, vive a Città di Castello. Fin dalla prima infanzia ha esercitato le arti figurative, gradatamente abbandonate con l’evidenziarsi della sua attitudine musicale. Talento precocissimo, e autodidatta, cominciò a comporre a dodici anni, avendo come guida Antonino Titone; successivamente ha studiato con Turi Belfiore. La prima esecuzione pubblica di un’opera di Sciarrino risale al 1962, nel corso della IV settimana internazionale Nuova Musica di Palermo, ma l’autore considera apprendizatao acerbo quelle opere che si collocano tra il ’59 e il ’65. Compiuti gli studi classici, nel 1969 si trasferisce prima a Roma, dove ha numerosi contatti con Evangelisti, e poi a Milano. Sciarrino è stato Direttore Artistico del Teatro Comunale di Bologna e ha insegnato Composizione al Conservatorio di Milano. Attualmente è docente al Conservatorio di Firenze e ai corsi accademici di Città di Castello dove risiede. Tra i premi ricevuti ricordiamo: S.I.M.C. 1971, Taormina 1971, Guido Monaco 1972, Cassadò 1974, S.I.M.C. e Dallapiccola 1974, Anno Discografico 1979, Psacaropoulos 1983, Abbati 1983, Premio Italia 1984.

Composizioni - Compositions Fra le numerose opere realizzate ricordiamo: Berceuse, per orchestra, 1967-69; Grande sonata da camera, per orchestra, 1971; Variazioni, per violoncello e orchestra, 1974; 6 Capricci, per violino, 1976; Prima Sonata, per pianoforte, 1976; Il paese senz’alba e il paese senza tramonto, per orchestra e soprano, 1977; Un’immagine di Arpocrate, per pianoforte, orchestra e coro, 1974-79; Anamorfosi, per pianoforte, 1980; Efebo con radio, per voce e orchestra, 1981; Introduzione all’Oscuro, per 12 strumenti, 1981; Lohengrin azione invisibile per solista, strumenti e voci, 1982-84; Codex Purpureus, per trio d’archi, 1983; Allegoria della notte, per violino e orchestra, 1985; Le ragioni delle conchiglie, per quintetto, 1986; Terza Sonata, per pianoforte, 1987; Morte di Borromini, per orchestra con lettore, 1988; Poemi concentrici, per violino, viola, flauto, coro e orchestra, 1988; L’orizzonte luminoso di Aton, per flauto, 1989; Il silenzio degli oracoli, per quintetto di fiati, 1989; Variazione su uno spazio ricurvo, per pianoforte, 1990; Perseo e Andromeda, opera, per 4 voci e suoni di sintesi, 1990-91; IV Sonata per pianoforte, per pianoforte, 1992.

Bibliografia: scritti di Salvatore Sciarrino - Bibliography: writings by Salvatore Sciarrino Lohengrin 1984, libretto; Macbeth, Opera in 3 atti, 1983, libretto; Quattro Malinconie, 1984, libretto; Perseo e Andromeda, 1988, Libretto; Ancora il duplice, La Biennale di Venezia, Venezia, 1976; Annali del mio tavolo, 1985; Appunti di viaggio, in Quartetto della Maledizione, Ubulibri, Milano, 1985; Le cosmesi di Glauco, in "Stravinskij oggi", Unicopli, Milano, 1982; Come vengono prodotti gli incantesimi, in "Intorno al flauto Magico, Mazzotta, Milano, 1985; Di una musica d'oggi, Olschki, Firenze, 1979; La fabbrica degli incantesimi, Settimana Musicale Senese, Siena, 1989; La formula dell'inflessibile ordine, in "Gran Bazaar", Milano, 1983, maggio-giugno; L'immagine del suono, Grafici 1966-1985, Latina, 1985; L'impossibilità di divenire invisibili, Vanitas, Teatro alla Scala, Milano, 1981; Lohengrin Premio Italia-RAI, Roma, 1984; Morte di Borromini, Eco e Narciso, Teatro alla Scala, Milano, 1988; Mozart svelato, in "Do maggiore", Milano, 1980, marzo; Nota, in "Cadenze ai concerti per pianoforte diMozart", Ricordi, Milano, 1984, ER 2832; Nota, in "Cadenze ai concerti per flauto e oboe di Mozart", Ricordi, Milano, 1989, ER 2885; La notte infinita, Patalogo Ubulibri, Milano, 1983; Origine delle idee sottili, 1984; La perfezione di uno spirito sottile, Musica nel nostro tempo, Milano, 1986; Raffigurar Narciso al fonte, Festival delle Nazioni, Città di Castello, 1984 ; Le ragioni delle conchiglie, 16a Settimana di Musica d'insieme, Napoli, 1986; Riflessioni sulla III Sonata, Festival delle Nazioni, Città di Castello, 1990; Prima Sonata, Schott, Mainz, 1980, seminario di analisi, Ferienkurse 1980; Prima Sonata, Flos Florum, ovvero le trasformazioni della materia sonora, in "Spirali", Milano, 1980, n.11; Sonata da camera, Nuova Consonanza, Roma, 1971; Sui poemi concentrici, in "Le edizioni della Divina Commedia dal torchio al computer", Electa, Milano, 1989; Sull'immagine del mare nel pensiero, in "Gran Bazar", Milano, 1982, settembre ottobre; Variazioni, La Biennale di Venezia, Venezia, 1976; Webern, La Biennale di Venezia, Venezia, 1983.

Note su Salvatore Sciarrino Benché al nome di Salvatore Sciarrino venisse in un primo tempo associato solo il concetto di nuova materia sonora in ragione dell’originale e suggestiva ricerca avviata dal compositore siciliano, più incline a sintonizzarsi appunto sul suono che non sulla “dialettica delle altezze” a lui estranea, altri fattori non meno importanti si sono chiariti a completare un quadro stilistico tra i più singolari. In primo luogo l’organizzazione dei segnali sonori della direzione di una maggior trasparenza ed essenzialità, di un’articolazione musicale la cui logica converta la mera seduzione sensoriale in organismi coerenti e pregnanti. In secondo luogo la ben nota centralità del rapporto suono-silenzio. L’invenzione acustica, un tempo volta verso una sorta di cristallina storicizzazione delle forme, orea si proietta sempre più verso nuove percezioni del tempo.

Discografia - Music Editions L'addio a Trachis, Claudia Antonelli arpa, nell’album L’arpa contemporanea, Fonit Cetra Italia; All’aure in una lontananza, Roberto Fabbricciani flauto, nell’album Fntasia su Roberto Fabbricciani, Philips; Barroso. Brazil, arrangiamento di S. Sciarrino, Ensemble Musica '900, Maurizio Dini Ciacci direttore, nell’album Folk songs, Ricordi; Cadenze, ai Concerti, K. 207, K. 211, K. 216, K. 218, K. 219, K. 261, K. 269, K. 373, per violino e orchestra di W. A. Mozart, Orchestra da camera di Praga, Salvatore Accardo direttore e solista, nei cd Nuova Era Salvatore Accardo plays Mozart. I Vol.: Concerti n. 2 e n. 3:6902, II Vol.: Concerti n. 1 e n. 4:6926, III Vol.: Concerti n. 5 Adagio e Rondò:6938; 12 Canzoni da Balletto, Donatella Del Monaco soprano, Pietro Borgonovo oboe, Evandro Dell’Oca fagotto, Angelo Leone mandolino, Angelo Amato chitarra, Giulio Franzetti e Mauro Loguercio violini, Aldo Bennici viola e viola d’amore, Marco Scano violoncello, Salvatore Sciarrino direttore, Fonit Cetra; 6 Capricci, George Mönch violino, nell’album Il violino contemporaneo, Fonit Cetra; Che sai gurdiano della notte?, Ezio Zappatini clarinetto, Divertimento Ensemble, Sandro Gorli direttore, nel cofanetto Biennale ’79, Fonit Cetra; Come vengono prodotti gli incantesimi? Canzone di ringraziamento, Roberto Fabbricciani flauto, nell’album Flute XX, CD Europa Musica; De o de do, Jukka Tiensuu cembalo, nel cd The fantastic harpsichord, Finlandia Records FACD; Di Zefiro e Pan, I Dieci Fiati Italiani, Sandro Gorli direttore, nell’album I Dieci Fiati Italiani, Rosty Records; G. Rossini Giovanna D’Arco, elaborazione per orchestra di S. Sciarrino, Teresa Berganza mezzosoprano, English Chamber Orchestra, Marcello Viotto diirettore, nell’album Cantate, CD Claves; Lohengrin azione invisibile per solista, strumenti e voci, Daisy Lumini solista, Gruppo Strumentale Musica Oggi, Salvatore Sciarrino direttore, Ricordi; Tre notturni brillanti, Aldo Bennici viola, nell’album La viola Contemporanea, Fonit Cetra; Due nuove melodie Luciano Gallo baritono, Massimiliano Damerini pianoforte, nell’album Musica nuova a Siena, Fonit Cetra; Quintettino n. 2, Quintetto Arnold, nell’album Ricorrenze, RICORDI; Sonata II, Massimiliano Damerini pianoforte, nell’album Piano XX, Frequenz; Un’immagine di Arpocrate, Massimiliano Damerini pianoforte, Orchestra Sinfonica e Coro della RAI di Roma, Gianluigi Gelmetti direttore, Fonit Cetra; Vanitas, Sonia Turchetta mezzosoprano, Rocco Filippini violoncello, Andrea Pestalozza pianoforte,

Ricordi.

Compositore italiano.

Essenzialmente autodidatta, ha iniziato a comporre all'età di dodici anni, formandosi sull'ascolto delle opere dei grandi del passato e dei contemporanei. Queste composizioni, tutte quelle prima del 1966, vengono considerate dall'artista solo esperimenti. Proprio del 1966 è la "Sonata per 2 pianoforti" che, insieme alla "Berceuse" del 1967 per orchestra, afferma precocemente la sua abilità di ricerca. Sciarrino è ammiratore di Stockhausen, ma ne rifiuta il serialismo integrale, preferendo basare la sua musica sulla "trasformazione del suono tramite la massima articolazione". Il suo linguaggio, assolutamente personale, è così legato alla tradizione europea sette-ottocentesca ma con un carattere nuovissimo: per la prima volta il timbro non è più concepito solo come colore ma è determinante della struttura stessa della musica. Ne sono prova intensa e di difficile esecuzione lavori come il Trio, gli "Studi", i "Capricci", "Allaue in una lontananza"; la sua indagine sul suono, che si inserisce in un contesto formale di esemplare chiarezza trova altri punti forti nell'opera "Amore e Psiche" del 1972, in "Vanitas" per soprano, violoncello e piano del 1981 e nel Trio con pianoforte n. 2 del 1987. Dopo aver insegnato al conservatorio di Milano e di Perugia, dal 1987 insegna in quello di Firenze.

Sciarrino Salvatore

(1947)