|
| Descrizione Opere |
| Questo articolo è rilasciato sotto i termini della
GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/I_vespri_siciliani Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=I_vespri_siciliani&action=history I vespri sicilianiDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
I vespri siciliani (titolo originale: Les vêpres siciliennes) è un'opera lirica in francese di Giuseppe Verdi. Debuttò all'Opéra di Parigi il 13 giugno 1855. Il libretto è di Eugène Scribe e Charles Duveyrier, ispirato alla vicenda storica dei Vespri siciliani. L'opera è molto nota e viene eseguita frequentemente, specialmente nella sua revisione italiana. Maria Callas coprì il ruolo di Elena nel 1951 alla Scala, ottenendo un ottimo successo, anche se fu l'ultima volta in cui la Callas cantò nell'opera.
Censura [modifica]La censura allora vigente in Italia annullò l'effetto patriottico dell'opera: nella prima rappresentazione italiana l'opera fu ribatezzata Giovanna di Guzman, e l'azione spostata in Portogallo, su libretto di Arnaldo Fusinato; al Teatro San Carlo, l'opera fu rappresentata con il titolo di Batilde di Turenna.
I nomi dei protagonisti [modifica]Dalla versione italiana a quella francese ovviamente i nomi furono cambiati: ecco che Henri diventa Arrigo, Montfort diventa Monforte, Jean Procida ritorna Giovanni da Procida, Hélène ovviamente diventa Elena.
Trama [modifica]
Atto I [modifica]Mentre i soldati francesi invasori festeggiano in una piazza di Palermo, Elena, duchessa e sorella del duca Federigo d'Austria, esprime espressamente il desiderio di vendicar il fratello. I soldati francesi la invitano a cantare. Elena canta un'aria che incita alla rivolta i siciliani. Scoppia una sommossa, ma l'arrivo del governatore Montforte atterrisce i siciliani. Subito dopo arriva Arrigo, che, non riconoscendo Montforte, esprime il suo odio per il governatore nonostante questo abbia dato ordine di liberarlo. Montforte si svela, e offre ad Arrigo di diventare ufficiale dell'esercito francese. Arrigo rifiuta inorridito, e sprezza il consiglio del governatore di star lontano da Elena.
Atto II [modifica]Giovanni da Procida, patriota siciliano, è appena sbarcato (O tu, Palermo, saluto del patriota alla Sicilia). Viene raggiunto dai suoi fedeli soci, tra i quali Elena ed Arrigo, che discutono con Procida sul modo con cui indurre i Siciliani alla rivolta. Arrigo rivela il proprio amore ad Elena, che dice di ricambiarlo, ma deve pensare prima a vendicare il fratello, non all'amore. Appaiono i soldati di Montforte che prelevano Arrigo e lo portano dal governatore. Intanto, i soldati francesi hanno rapito le dodici future spose di alcuni palermitani durante le nozze. Istigati da Elena e Procida, i siciliani si stanno ribellando, ma da lontano echeggiano le risa dei nobili francesi che s'avviano alla festa a casa di Montforte per la sera. I siciliani, arrabbiati più che mai, giurano vendetta.
Atto III [modifica]Nel palazzo, Montforte rilegge una lettera inviatale da una donna siciliana, che, costretta a diventare sua amante, lo informa di essere il padre di Arrigo. Convocatolo, il governatore dice al giovane di essere suo padre. Durante la festa, viene fatto un ballo (Ballo delle stagioni). Arrigo si imbatte in Elena e Procida, che gli confidano che Montfort verrà ucciso seduta stante. Arrigo, mentre Elena si avventa sul governatore, gli fa scudo col proprio corpo. I cospiratori rimangono attoniti per il tradimento di Arrigo. Elena e Procida vengono rinchiusi in prigione.
Atto IV [modifica]Arrigo, vicino alle prigioni, convocata Elena, le rivela il motivo del suo gesto. La donna cambia atteggiamento, e lo perdona, confessandogli il suo amore (Arrigo, tu parli ad un core). Anche Procida, comprendendo ciò, lo perdona. Subito entra Montfort, che ordina l'esecuzione dei cospiratori. Elena e Procida danno l'addio alla patria . Un coro di monaci intona il De profundis. Arrigo supplica Monforte di non ucciderli. Montforte lo farà solo se lo chiamerà "padre". Alla fine, proprio prima che il boia uccida i cospiratori, Arrigo si arrende e lo chiama col fatidico nome. Montforte grazia tutti e ordina il matrimonio tra Elena e il figlio, i vespri dello stesso giorno.
Atto V [modifica]Elena riceve le amiche nel giardino (Mercè dilette
amiche, bolero), felice del futuro matrimonio e si incontra con l'amato
Arrigo. Procida gli si fa vicino e le dice che ci sarà una sommossa al
suon delle campane. Elena si ribella, ma Procida la accusa di star dalla
parte del governatore.
Il finale dell'atto V [modifica]Il finale dell'atto V, eseguito nella prima assoluta, fu tagliato drasticamente, specialmente alcune parti che spiegavano cosa sarebbe accaduto ai personaggi. Si evince che Arrigo combatte al fianco del padre, Elena cerca di proteggere l'amante, mentre Procida incita i siciliani alla rivolta, e la furia dei rivoltosi si scatena sul governatore, su Elena ed Arrigo e su tutti gli invitati alla festa.
Brani famosi [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
|
||||||||||||||||||||||||||||||||